IL PEGNO

Sono appena uscito dal negozio e conto di nuovo i soldi. Il commesso è stato gentile. Certo ho dovuto piangere un po’ miseria perché alzasse un po’ il prezzo. Ho forse un po’ esagerato sulla qualità, ma del resto il mercato è come la guerra: ci si può salutare da gentiluomini dopo firmato l’armistizio. Del resto non potevo impegnarmi altro. Ho visto la faccia che ha fatto quando li ho tirati fuori dalla busta e con un cenno da intenditore mi sono limitato a disporli nel banco. Lui mi ha fatto notare qualche ammaccatura in uno o nell’altro, sì… ma del resto me la sono cavata narrandogli le traversie trascorse. Siccome lo vedevo titubante sono arrivato sul limite di dirgli: “si metta una mano sulla coscienza”. Mi sono trattenuto e del resto il commercio è commercio. C’è chi ha delle cose inutili (benché di valore) di cui sbarazzarsi e c’è chi mette su un commercio di tali cose. Tutto regolare. Sono forse io ad aver messo su un negozio di sogni usati? No, io mi sono limitato solo a rivendere i miei. Che me ne facevo ora che ho i soldi ?

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