Hotel del Disinganno

Marianne viveva sola col nonno in una piccola casa di legno ai confini di un paesino in cui le capre superavano in numero i pochi e malandati abitanti. Le piaceva pensare che forse un tempo era stata una fattoria in piena campagna, forse un mulino (anche se non si vedevano pale). Dal piccolo giardino posto sul retro si poteva, aprendo un cancelletto ossidato che gracchiava allegro come una giovane cornacchia, uscire direttamente nei campi e mischiarsi al volo degli uccelli.

A Marianne piacevano gli uccelli. Ma anche gli elastici fucsia, l’odore di marmellata appena sveglia, il lamento del cancelletto, la torta di ricotta, le nuvole dispari e le scarpe senza tacchi. Odiava invece gli aggettivi che finivano in “issimo” (per esempio “fichissimo”), le mosche e sopratutto i pettini, gli ombrelli e le scarpe coi tacchi.

Il nonno di Marianne coltivava le fragole. Erano davvero uno spettacolo  e dai villaggi vicini…

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2 thoughts on “

  1. Mi è piaciuto molto!
    Soprattutto la prima parte, la parte finale l’ho trovata un po’ lunga… in ogni caso complimenti, globalmente mi è piaciuto! 🙂

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