Hotel del Disinganno

Nella pietà che ricoprisse i volti
appena attesi
nella certezza ricolma degli arrivi
inutili ma cari
proprio perché inventati
 
Se alto troppo non fosse il culmine
a cui tendono i nostri occhi
e ci piagassero le carni
ai piedi per tanto andare
di sassi si riempisse l’ansia
la ribellione
l’esofago del mondo.
 
Noi (ma è un noi che è pena dire)
con tenere promesse spingono
vele verso lontani lidi
 
Ma più da presso quando il vento
ai suoi velari muti a noi rendesse
un grammo
un differenziale pezzo del trascorso
avrebbe forse maggior senso?

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