Qualche riflessione a partire dalle indicazioni nazionali sulla scuola

Ecco le riflessioni di un’amica (insegnante di scuola primaria) in seguito alla lettura delle nuove indicazioni nazionali sulla scuola:

“Dunque ho letto, in modo non troppo approfondito perchè dopo un po’ mi veniva un gran nervoso a leggere cotante belle parole così lontane dalla realtà dei fatti e dalle intenzioni di chi la scuola la vuole distruggere, altro che innovare…  cmq mi sembra che si ponga molto l’accento sulla necessità di un apprendimento pratico, cooperativo, laboratoriale, peccato poi che i banchi non si possano nemmeno spostare, che i laboratori non esistano praticamente più, che la società vada nella direzione di un progressivo e deleterio individualismo e non certo di una sana cooperazione e tutela del bene comune. si invitano i docenti a sensibilizzare i ragazzi sulle bellezze e le risorse del nostro territorio e poi sadicamente le si distrugge costruendo tav e cantieri sotto i loro occhi impotenti ma colti. si raccomanda ai ragazzi il rispetto per le altre culture, l’accoglienza verso chi parla un’ altra lingua e poi si mandano a morire migliaia di migranti, si decide con un comodo no la vita e la morte delle persone, si tiene chi accresce l’ economia e fa il lavoro sporco, si manda via chi non serve, si mangiano i kebab, si ascoltano le musiche, ci si vanta di vivere in quartieri folkloristici e non si vuole vedere la persona dietro il folklore con i suoi problemi, i suoi difetti, la sua vita che va bene finchè non mette in ombra la nostra fino a che non ci mette in discussione. si insegna la costituzione e l’educazione civica ai ragazzi e poi li si lascia morire in mano alle cosidette forze dell’ordine garanti del rispetto delle leggi di uno stato che appare ridicolo mentre cerca di definirsi civile. è questo che mi sentirei di dire al nostro caro ministero…  e invece mi si offre la grande possibilità di scegliere con una crocetta la più elegante tra tre diciture e pertanto sarà quello che cercherò di fare…”

Marta

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Che ci faccio qui, su questo pianeta? Di preciso non lo so. Me lo chiedo spesso, però. Per ora sono arrivata alla conclusione che sia per contribuire a rendere la realtà interna (me stessa) ed esterna (il mondo in cui vivo) un posto più accogliente per tutti. Per sentire mie le battaglie combattute in nome dell’uguaglianza, della libertà, della giustizia. Per esercitare la compassione e provare a comprendere.

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