Un tempo triste

Sogno d’un tempo in cui il volto di mia madre, a volte, sembrava giovane, o forse semplicemente meno stanco, liso. Un tempo in cui queste rughe, precise come cicatrici, stavano appena appoggiate e i polsi potevano mostrarsi, senza bracciali. Un tempo in cui il passo andava deciso, con il peso un po’ qua e un po’ là. Esattamente un po’.

Sogno d’un tempo in cui la voce di mio padre, a volte, si scioglieva in uno sbuffo rilassato. Un tempo in cui si parlava d’altro, del lavoro, dei soldi, cose senza importanza rispetto, eppure sembrava. Un tempo in cui il dolore stava, come fosse accanto, non davanti, a chiudere il possibile, d’una vita senza. Un tempo in cui il passato, e poi certo il futuro, però il presente, il presente si faceva sopportare.

Sogno d’un tempo triste, che pure oggi pare felice, perché – ah, chi mai l’avrebbe detto? –  più felice di questo, del tempo d’adesso.

Arianna

Fotografia di Nadia Lambiase

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Che ci faccio qui, su questo pianeta? Di preciso non lo so. Me lo chiedo spesso, però. Per ora sono arrivata alla conclusione che sia per contribuire a rendere la realtà interna (me stessa) ed esterna (il mondo in cui vivo) un posto più accogliente per tutti. Per sentire mie le battaglie combattute in nome dell’uguaglianza, della libertà, della giustizia. Per esercitare la compassione e provare a comprendere.

10 thoughts on “Un tempo triste

      • Cara Ari, ammiro e apprezzo la delicatezza con cui guardi alla vita, abitando fino in fondo, radicata al tuo tempo presente, eppure sapendo che quasi nulla è per sempre.
        Nadia

      • Anche a me piace la delicatezza di questo scritto, che definirei nuda, perché in qualche modo “è così” e non ammette replica o aggiunta. Questa sofferenza è proprio qui, nella misura in cui è comunicabile, accando a me.

        G.

  1. probabilmente non esiste nessun tempo presente felice per le persone che stanno vivendo. E tutti i tempi passati o futuri sono più felici di quello che stai vivendo.
    Un po’ come l’erba del vicino è sempre più verde?

    • No, James, non sono d’accordo.
      Per alcuni, il passato è da dimenticare e il futuro terrorizza; mentre ad altri piombano addosso fatti tragici, che rendono (in un certo senso “oggettivamente”) triste il presente, molto più triste di qualunque altro tempo vissuto.
      In generale, ci andrei piano con le generalizzazioni (“nessuno”, “tutti”…).

  2. Le rughe torneranno ad appoggiarsi, piuttosto che a solcare. Come un trofeo di guerra, da mostrare fra dolore del ricordo della guerra e il sollievo di averla vinta. Le mani libere di mostrarsi al sole, tese in un abbraccio. Uno sbuffo e una risata, i commenti al giornale di oggi. Il tempo e la fiducia verso tempi migliori.
    E un abbraccio forte, per il momento.
    Ti penso da qui, dove una password basta per due e dove nello scrigno di un pranzo ai tavolini verdi si conserva la bellezza di uno scambio tra amiche.

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