To shoot

Scattare delle foto è definitivamente come sparare. Silenziosi, spesso si “attacca” alle spalle, all’insaputa della preda. O anche frontali, se, disponendo di un buono zoom, la distanza nasconde la presenza. Si prende la mira, a volte si attendono secondi, con l’occhio nel mirino, poi, all’improvviso, si spara. Ora o mai più. O la si sa cogliere, o la si perde, l’immagine in strada, già divenuta altra immagine. E l’ebrezza di aver centrato l’attimo esatto è quella del cacciatore che ha colpito al cuore l’uccello in volo. In quell’unico sparo, la potenza della verità, che annienta, che immortala, che cristallizza il presente, aldilà del tempo. Perchè fotografare uno, soprattutto a sorpresa, è un po’ come ammazzarlo. E’ come appropriarsi indebitamente di un segreto intimo altrui. Come credono gli indigeni, che quando scatti una foto a una persona, le rubi l’anima.

Nadia

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