L’estate dei mughi marci

Ricordo bene quel luglio in cui la gente di città, sfinita dall’afa soffocante, saliva il fine settimana alle nostre malghe cercando refrigerio e buon formaggio. Io li osservavo seduto sulla mia panchetta di noce, fumando trinciato forte e rimestando i miei ricordi. Rivedevo i volti dei compagni d’un tempo ed elencavo i loro nomi di battaglia: el moleta, Bepi Strazzòn, Belen, il cavaliere… giovani non invecchiati che avevano lasciato la vita sull’Ortigara. Quell’Ortigara che ai più ricorda le battaglie sull’altopiano durante la Prima Guerra Mondiale, ma che per noi era un grande campo di ortiche dove facevamo all’amore nelle sere di maggio, fra le genziane e le cacche dei caprioli. Memorie dense e pungenti, che sapevano dell’amaro del fondo delle vecchie botti di rovere, dove per scherzare i miei amici mi rinchiudevano per alcuni giorni alla fine della scuola…

(continua)

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