Siesta

Gemiti lenti, passi
d’una salita ancora.
Poi, tra il ronzio degli scooter,
il solito pianto
spezza
la siesta.

Guarda fuori dalla finestra, guarda fuori.
Il vetro sporco
da dentro
da fuori.

riflesso

Arianna

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Che ci faccio qui, su questo pianeta? Di preciso non lo so. Me lo chiedo spesso, però. Per ora sono arrivata alla conclusione che sia per contribuire a rendere la realtà interna (me stessa) ed esterna (il mondo in cui vivo) un posto più accogliente per tutti. Per sentire mie le battaglie combattute in nome dell’uguaglianza, della libertà, della giustizia. Per esercitare la compassione e provare a comprendere.

2 thoughts on “Siesta

  1. lo laviamo il vetro, le asciughiamo le lacrime, così non ristagnano, non si crea condensa, il vetro smette di appannarsi e il sole torna a fare capolino davanti alla finestra.
    martulins

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