Una parentesi

C’è un uomo con i capelli bianchi, che parla da solo (sottovoce, però),
mentre legge il giornale, in una biblioteca municipale.
C’è un uomo che riceve una telefonata sul cellulare e parla (sottovoce, però) con un certo Monsieur: venerdì prossimo lo incontrerà in rue de Strasbourg, proprio venerdì, proprio rue de Strasbourg.
C’è una donna con i capelli neri, che lavora in una biblioteca municipale e sente un uomo parlare al cellulare (sottovoce, ma pur sempre…). Lo
riprende. L’uomo dice al Monsieur all’altro capo del telefono che purtroppo deve terminare la chiamata.

E mi sembra di sentire il vuoto che comincia, come se bisognasse aspettare ancora tutti i giorni e tutte le notti di una lunga settimana, come se, nel momento in cui dice “Au revoir” e mette giù, chiudesse una parentesi.

Una parentesi nella solitudine.

Arianna

Foto: blog  66° Nordur 2.0

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