Gneo


Gneo, pur essendo un gatto, era propenso al Cinismo,. Era l’unica cosa che invidiava ai cani: che quella splendida concezione filosofica greca avesse preso nome da loro – ma si vedeva che Diogene non aveva conosciuto quell’idiota di Ralf e inoltre non doveva aver mai pensato seriamente ai gatti. Per il resto il suo sovrano disprezzo verso quegli stupidi esseri inferiori guaiolanti e scassaminkia rasentava la certezza assoluta.

Se c’è un neo nel creato, quel neo – secondo lui – era rappresentato dalla razza canina.
Esseri la cui proverbiale imbecillità era superata soltanto dalla presunzione di avere un compito nella società. Avessero potuto, non avrebbero voluto che neppure il volo di una mosca oltrepassasse il recinto che era loro affidato.
Spesso trascorreva interi pomeriggi pigramente accovacciato al davanzale della finestra o sul balconcino del piano di sopra, a guardare Ralf, il terrier del vicino di casa di Adele, che si disperava come un ossesso a ogni minimo rumore proveniente dalla strada e minacciava, dall’alto dei suoi trenta centimetri di pelo, eventuali intrusi avvertendoli di allontanarsi immediatamente dalla SUA proprietà, pena l’azzannamento a morte.
“Ma dimmi tu, pensava Gneo in quegli istanti, se un essere animale deve ridursi a scene di simile patetica idiozia. Manco l’avesse fatto lui il mutuo della casa, manco avesse dissotterrato tutte le ossa nascoste in giardino per fornirle quali garanzie bancarie. Dio, dammi la forza di sopportare questo spettacolo”.
Prostrato da tale angoscioso stato d’animo, finalmente spiccava un balzo sulla pianta di lillà i cui rami si estendevano a pochi metri dal balcone e, con due agili salti, era sulla cima del muretto di cinta a scrutare Ralf dall’empireo irraggiungibile di quel metro e mezzo di blocchetti.
Ralf a quella vista dava di matto. Sembrava un camionista bulgaro a cui avessero appena minacciato il sequestro del tir carico di droga. Sembrava uno di quei politici, quando grida al complotto ordito nei suoi confronti da una stampa prezzolata, e sbraita che certamente venderà cara la pelle.
Gneo lo guardava impassibile, così come si guardano le onde del mare frangersi contro una barriera di cemento armato precompresso. “A questo essere manca, a mio avviso, la coscienza delle proporzioni. Oltre, ovviamente, che il senso della realtà. Ma cosa vogliamo pretendere, del resto, da una forma di vita tanto inferiore?” E, con in mente tale quesito di natura biologico-esistenziale, noncurante sfilava lentamente lungo tutto il muretto, in sfregio alle vane minacce di Ralf là sotto.
“Una pulce mi darebbe più preoccupazioni di costui. Nnamo a farci due passi altrove. Magari oggi capace che combino qualcosa con quella smorfiosetta di Gigia… Gigia… Certo che gli umani sono dei portenti a scegliere i nomi, eh?”

 

Annunci

2 thoughts on “Gneo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...