ammennicolidipensiero

Nostalgie dal sapore un po’ retrò, quelle che ti prendono certi giorni in cui il ventunesimo secolo ti sta proprio qui. Tipo oggi. Forse contribuisce il fatto che sia il terzo giorno di un calvario di lavoro informatico in corso, fatto sta che alcune – improbabili – nostalgie affiorano.

Nostalgie delle musicassette, di quando ne avevo venti e le ascoltavo tutte. Dei gesti amabilmente rituali di, nell’ordine: riavvolgerle con la penna per risparmiare sulle pile, aprire lo sportellino, soffiare via la polvere con decisione, inserire la cassetta, chiudere fino al clack, premere play ed in quel momento sperare di aver riavvolto la cassetta abbastanza tesa da non sentire il nastro aggrovigliarsi irrimediabilmente tra le testine. Venti, trenta cassette (si diceva copiate, non masterizzate, a curioso etimologico onore dell’omologazione culturale e non dell’elevazione intellettuale) che portavo dovunque in uno scomodissimo parallelepipedo (per dovere di cronaca oggi, di…

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