Il professore che rimprovera e quello che premia…

C’era una volta un professore che ogni volta che usciva dalla sua classe la rimproverava per qualcosa che aveva fatto. Giorno dopo giorno, ad ogni fine ora, il professore faceva notare quel che non andava bene. Gli studenti, seppur provando a migliorarsi, videro a malincuore che il professore continuava a rimbeccare che le cose non andavano nel verso desiderato. Cominciarono a sentirsi avviliti e cercarono quindi di dare tutto il loro meglio per far piacere al professore. Purtroppo videro che i rimproveri arrivavano puntuali, come un orologio svizzero, tutte le volte, e vedevano il professore sempre così maledettamente insoddisfatto di loro. Così i giorni passavano e ognuno cominciava a non aver più piacere di andare in classe, perché ne usciva svilito ogni volta, e non volevano più incontrare quel professore perché li faceva sentire inadeguati, incapaci di migliorarsi.
Nella classe a fianco c’era invece un altro professore più anziano, che aveva un metodo del tutto particolare. Invece di rimproverare faceva complimenti, invece dei castighi, dava i premi. Quando la classe si comportava bene dava loro compiti in meno per casa, quando erano bravi li elogiava, quando si comportavano male sorrideva ed elogiava comunque chi si era comportato bene suscitando così la voglia e il desiderio nei compagni di dare il meglio, in altri la voglia di non deludere il professore, e in altri ancora un positivo e costruttivo senso di colpa perché non si erano magari comportati sufficientemente bene e ricevevano comunque i complimenti che non meritavano. I ragazzi, giorno dopo giorno, acquisirono fiducia in loro stessi, erano soddisfatti, e traevano estremo piacere nell’andare a scuola e nel rivedere quel professore.
I ragazzi della prima classe ebbero tutti grossi problemi anche negli anni successivi, avevano poco entusiasmo, poca voglia di fare, poca grinta, poca autostima e questo influenzò la loro voglia di imparare, di continuare gli studi, influenzò la voglia di realizzarsi nella vita e sul lavoro. La seconda classe invece rimase legata al professore che continuarono a sentire anche negli anni successivi, furono tutti dei bravi studenti appassionati, entusiasti della vita e del mondo, fiduciosi negli altri e in se stessi, ben consapevoli delle loro potenzialità.

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