Com’è stato

IMG_1824Non che di per sé,  in fondo, ma in effetti sì, anche di per sé. In effetti.

Ma anche come, sai, è stato come chiedere “una baguette” e sentirsi domandare “serve altro” e rispondere “no” e poi sentirsi dire, senza capirle, parole, e sentire tensioni alle spalle, il collo irrigidirsi, la mandibola tremare, e le gambe pure.

E’ stato come pensare “devo fare una lavatrice”, portare giù l’immondizia, concentrarsi sull’etichetta per capire dove va, e poi mentre passi l’aspirapolvere sentire parole, non capirle, e sentire tensioni alle spalle, il collo irrigidirsi, la mandibola tremare, e le gambe pure.

E’ stato come vestirsi in fretta, mettersi le scarpe, prendere la borsa e controllare chiavi, portafoglio, cellulare, è stato come guardare l’ora, pensare “devo sbrigarmi” e poi di colpo sedersi. E molto lentamente cominciare ad associare immagini alle parole, e vedere un fatto, una cosa grossa che include altre cose, più piccole, eppure ciascuna abbastanza grossa da far sembrare piccole le cose di prima, e di colpo pensare che non importano: le cose di prima non importano più.

Arianna

Annunci
Questo articolo è stato pubblicato in life da arikita . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su arikita

Che ci faccio qui, su questo pianeta? Di preciso non lo so. Me lo chiedo spesso, però. Per ora sono arrivata alla conclusione che sia per contribuire a rendere la realtà interna (me stessa) ed esterna (il mondo in cui vivo) un posto più accogliente per tutti. Per sentire mie le battaglie combattute in nome dell’uguaglianza, della libertà, della giustizia. Per esercitare la compassione e provare a comprendere.

2 thoughts on “Com’è stato

  1. Il ritmo dell’ingranaggio, il ritmo che volevamo (forse, alcuni) eludere.
    Il ticchettio dell’abitudine, delle cose da fare.
    Sveglia-caffè-spremuta-tostare-pulire-lavatrice-lettiera gatti-mani-viso-vestiti-fuori.

    A volte c’è, a volte manca, il tempo per riflettere.

    • A volte pero`quel ritmo è salvifico, ti ci aggrappi e in qualche modo – anche se ti sembra di non farcela – vai avanti. Cosi`quando, di colpo, arrivano cose piu`grosse, cose che ti obbligano a fermarti… puo`far male, ché quel piccolo, minuscolo equilibrio (poco interessante, poco coraggioso, ma a volte va benissimo cosi`)… ecco quell’equilibrio non regge piu`. E, di nuovo, si fa fatica.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...