Ditegli di smettere

1575La scorsa estate, il cortometraggio di una studentessa ha fatto scalpore a Bruxelles: attraverso una telecamera nascosta, la ragazza ha filmato gli insulti, commenti e proposte indecenti che le vengono quotidianamente rivolti per le strade della capitale belga. Si è parlato di multare gli autori di tali violenze verbali, si è accusata la studentessa di razzismo, perché il corto è girato in un quartiere abitato principalmente da stranieri. Ora, a prescindere dalla nazionalità di chi si permette di insultare e trattare come una prostituta (con tutto il rispetto per le prostitute, tra parentesi) una donna o una ragazza che cammina per strada, trovo che questi comportamenti siano intollerabili. Proprio nel senso che non si possono tollerare. Perché è pesante, umiliante, e fa venire una gran rabbia sentirsi insultare, interpellare o commentare (da uomini spesso in gruppo, guarda caso) mentre non si sta facendo altro che camminare per strada.
Ovviamente ci sono violenze sulle donne ben più gravi di questa, e i quartieri “bene” non sono certo meno maschilisti, sebbene lo siano in modo diverso. Però, ecco, se conoscete qualcuno che commenta le ragazze per strada, che le interpella, che fischia o addirittura insulta… se conoscete qualcuno che si permette di dire “Ehi bella” oppure “ça va” a una donna che non conosce, per il semplice fatto che questa donna è sola… ecco, se conoscete qualcuno che assume questo genere di atteggiamenti, ditegli di smettere. Subito.

Arianna

Foto: Gegio

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Che ci faccio qui, su questo pianeta? Di preciso non lo so. Me lo chiedo spesso, però. Per ora sono arrivata alla conclusione che sia per contribuire a rendere la realtà interna (me stessa) ed esterna (il mondo in cui vivo) un posto più accogliente per tutti. Per sentire mie le battaglie combattute in nome dell’uguaglianza, della libertà, della giustizia. Per esercitare la compassione e provare a comprendere.

14 thoughts on “Ditegli di smettere

    • Certo, il rispetto manca, ma qui vedo un problema più ampio della semplice maleducazione… il problema è riconoscere alle donne (anche quando non sono madri, anche quando sono sole – alle donne incinte o con bambini o accompagnate da uomini i commenti vengono risparmiati) il diritto di esistere, di occupare lo spazio pubblico così come sono, senza essere giudicate, alla stregua di oggetti in vetrina.

  1. A me è capitato tantissime volte tornando a casa dalle lezioni. A volte sono costretta a bypassare certe strade, perché oltre ad essere umiliante è anche angosciante sentirsi avvicinare da estranei o chiamare da lontano con appellativi non proprio dolcissimi.

  2. Tra le forme di maschilismo questa, per quanto scocciante, è una delle meno subdole. Per la mia esperienza come educatore sono spesso a contatto con ragazzi ventenni che, nella loro totale incomprensione del mondo femminile, nella loro immaturità e incapacità di relazionarsi in modo sano si esprimono con “ciao bella”.

    A prescindere dall’età, dalla nazionalità, da tutte le cose che differenziano un essere umano maschio dall’altro, penso che questo genere di atteggiamenti sia sbagliato. E io dico ai miei ragazzi di smettere, subito, come scrivi tu. Ma loro non capiscono il perché, anche se glielo spiego. Così penso che molti uomini non capiscano il perché.

    Penso anche che in una società dove il corpo femminile è sponsorizzato come un oggetto, dove la pornografia è sui cartelloni e l’oggettivizzazione del corpo su ogni profilo facebook, siamo tutti vittime. Chi più, chi meno consapevoli, chi in modo più, chi meno esteriore.

    Le donne, dal canto loro, devono iniziare rendersi conto della enorme debolezza che il maschio rappresenta quando si rapporta al mondo femminile in questo modo, una debolezza che viene dal tempo passato e che, spero, non sarà più così. E soprattutto devono smettere di autoincatenarsi alla propria immagine esteriore.

    G.

    • E’ vero, è una delle forme meno subdole (e più esplicite) di maschilismo. Ma le donne che subiscono questi comportamenti possono sentirsi a volte molto a disagio. Come scrive Cam Ramsay, in alcune situazioni può essere angosciante sentirsi apostrofare da sconosciuti, è una cosa che genera immediatamente insicurezza.
      Io per esempio non indosso mai gonne o altri indumenti potenzialmente appariscenti di sera. Perché se ricevessi dei commenti mentre torno a casa, da sola, al buio (non posso evitare alcune strade deserte e buie), mi spaventerei. E questo sebbene sappia che non è giusto farsi condizionare e che in ogni caso i commenti sono indipendenti dal modo in cui siamo vestite.

      • Comunque è vero che manca una comprensione reciproca, da parte degli uomini rispetto al disagio che creano, e da parte delle donne rispetto ai motivi che spingono gli uomini a comportarsi così. Mi è capitato di fermarmi a spiegare a un gruppetto di uomini che mi aveva apostrofata che non mi faceva piacere ricevere quei commenti, e ho spiegato loro che se mi avessero parlato in quel modo di sera, in una strada poco frequentata, io mi sarei spaventata. E loro erano (credo sinceramente) stupiti del fatto che io la prendessi male. E’ chiaro che finché questi uomini saranno convinti di “non star facendo niente di grave” (ci sono violenze più gravi, certo, ma anche questa ha un suo peso) non modificheranno il loro comportamento.

  3. Io vorrei chiedere alle donne che leggono una cosa: perché vi sentite a disagio? Non è una domanda provocatoria. Penso che sia importante, se ve la sentite, esplicitare il disagio e la paura, per una vera comprensione.

    Chiedo anche: provereste disagio ai commenti tipo “sei bellissimaaaaaaaaaaaa” che si vedono in fb?

    Chiedo anche: provereste disagio se fossero delle zingare a guardarvi male in una strada deserta?

    E agli uomini chiedo: provate disagio quando un gruppo di altri uomini vi guarda con arroganza?

    Chiedo anche: provate disagio quando un altro uomo vi squadra per strada e vi mangia con gli occhi?

    Chiedo anche: provate disagio quando vi accorgete che una vostra amica butta l’occhio sulle dimensioni di quel che avete tra le gambe?

    Domande così, che mi sembrano in qualche modo collegate…le metto in un post a parte? 😉

    G.

    • Provo a rispondere brevemente:
      Premesso che non sono una fan dei commenti tipo “quanto sei bella/o” su facebook, rilevo due fondamentali differenze che me li fanno accettare come tutto sommato legittimi, a differenza dei commenti per strada: 1. la relazione che lega (seppur debolmente) la persona ritratta nella foto e chi la commenta 2. il fatto che spesso è la persona ritratta ad aver pubblicato la foto e quindi si presuppone che abbia piacere di mostrare quella immagine di sé e di ricevere commenti al riguardo.
      Al contrario, chi commenta una donna che attraversa la strada in genere non lo fa per entrare in relazione con lei, né lo fa all’interno di una relazione pre-esistente. Commenta come se commentasse una cosa, un oggetto buttato lì per il suo (dell’uomo) piacere, non una persona con una propria volontà e disponibilità (o indisponibilità) a essere oggetto di apprezzamenti.

      • io non ci trovo assolutamente nulla di male se uno sconosciuto tenta di conoscere una ragazza. anzi, mi pare cosa normalissima. e nella piena libertá lei può fermarsi a intavolare un discorso o ignorare la proposta. dove sta il problema? perchè tutta sta paranoia della mercificazione, sesso debole eccetera eccetera? guardate il mondo della paranoia dove ci porta. conoscere una ragazza, tentare un approccio, diventa violenza psicologica, una cosa da non fare! e perchè? perchè si crede che siano solo i depravati a tentare un approccio per strada. quelli seri invece non li conoscerete mai, perchè non vi approcciano proprio? o funziona oggi solo per conoscenze? ti presento l’amico di un’amico se no ti attacchi? e le persone sole si attaccano? oggi abbiamo più persone sole che in tutte le epoche passate messe assieme, ecco dove porta la paranoia. Sono sicuro che almeno l’80% degli uomini che approcciano per strada sono persone perbene, magari insicuri come le stesse donne che non si fermano, ma bisogna dargli la chance di dimostrare che sono per bene però.

        • Scusa, Giacomo, ma hai visto il documentario (cf. link nel post)?? Come puoi definire “paranoia” un normale disagio che la stragrande maggioranza delle donne proverebbe nei panni della studentessa che l’ha realizzato? (e nei suoi panni alcune di noi ci si trovano quotidianamente)
          Un conto è avvicinarsi a qualcuno che non si conosce e gentilmente provare a instaurare un contatto, un altro è fare commenti spesso volgari e con un tono viscido… come fai a definire “paranoia” il disagio che questi comportamenti provocano?

  4. I negri nel video si comportano così perché sanno benissimo che il loro è un comportamento apprezzato: chissà quante ne hanno sedotte con l’approccio “puttana andiamo”.
    Probabilmente è una nuova disciplina dello sport femminile girare per i quartieri black al fine di intrattenere relazioni sessuali “una botta e via”, infatti l’autrice del video proprio lì si è recata sapendo di andare a colpo sicuro. Se girava per una facoltà umanistica nessun hipster frocetto col piercing e i tatuaggi l’avrebbe “molestata”.
    Una volta a una festa danzante (nel giardino della facoltà di sociologia a Trento) un africano faceva il giro della zona di ballo, si metteva dietro alle ragazze e dava un colpetto di bacino a far sentire il suo pisellone. Al terzo o quarto tentativo una ragazza si è girata sorridendo in segno di apprezzamento (non so come è finita ma andreottianamente…).
    Poi non si può ritenere un semplice approccio, per quanto volgare, una molestia. Basta rispondergli vaffanculo negro di merda! Ooops ma poi magari ti da della razzista…
    Trovati un ragazzo e fatti accompagnare, oppure studia arti marziali e gonfia di botte chi ti rivolge la parola, oppure accetta questa (scocciante?) sfaccettatura della vita della jeune fille, unica divinità rimasta a contendere il primato religioso dell’almighty dollar nella nostra decadente civiltà occidentale. Il femminismo è solo una psy-op della CIA (se non ti risulta usa google).
    Azzardo infine l’interpretazione in stile “storia della letteratura italiana vs Cecco Angiolieri” (“torrei le donne giovani e leggiadre, le vecchie laide lasserei altrui” interpretato: il Cecco bacchetta solo le vecchie), e qui correggimi se sbaglio: non è che sei frustrata perché non ti “molesta” mai nessuno?
    Per quanto riguarda noi caro Giuliodellestelle: cazzo di male c’è a dire a una ragazza che incontri per strada Ciao bella, a meno che non sia una sciattona (ma poi il bello sta negli occhi di chi guarda, giusto?)? Va bene essere un hipster evirato, ma guarda che gli albanesotti non se le bevono ste fandonie!
    Scusate eh se son troppo drastico ma sono un cane di razza pitbull.
    Un bacione. Bau Bau.
    Giambambo

    • Ciao! Ho eliminato tutti gli altri tuoi commenti, prettamente ed inutilmente offensivi. AI pitbull ci mettiamo la museruola e li teniamo al guinzaglio, come i bravi cani.

      Ho lasciato questo perché c’è qualche pensiero, tra gli abbai.

      Quello che scrivi sul tipo che da un colpo di reni lo trovo interessante. Una parte del mondo femminile è estremamente attirata dal mondo nero, non penso per le sole (ipotetiche) dimensioni del pene, ma anche per quelle. Così come il mondo femminile asiatico è incuriosito dal bianco. Questi movimenti del femminile vanno messi in conto per una comprensione profonda dei rapporti uomo-donna.

      Per il “ciao bella” non ti rispondo, che tanto mi sa che non capisci 😉

      Baubau, G.

      • Ciao sapientino, si dice Al pitbull mettiamo la museruola, non ai pitbull ci mettiamo la museruola…dove hai studiato alle elementari?
        Mettere la museruola è un atto di maltrattamento agli animali, dovrebbe essere vietata nei paesi civili, comunque il Giamba non la porta.
        Un’altra cosa: “ci stiamo impegnando al massimo perché questo nucleo diventi il porto dove chi ne abbia l’esigenza possa esprimere la propria creatività, la propria arte, il proprio pensiero”…Per dindirindina, mi sa che vi dovete impegnare un po’ di più!
        Gnegnegne Piangetti: ti lamenti dei commenti offensivi (questione di punti di vista) secondo me ci sta anche l’ironia, la beffa, la provocazione, e anche una corona di bestemmie prima o dopo una preghiera, nel “cielo più libero”…
        Inoltre, per tua norma e regola, il Giamba non ha mai detto “Ciao bella” a una signora per la strada perché è un cane educato e altamente istruito, a differenza di te che fai gli errori di ortografia.
        Ti lascio con un consiglio: prima di scrivere impara a leggere.
        Giambambo (il pitbull che caca dove gli pare tanto se arrivano i vigili non hanno il coraggio di dire un cazzo altrimenti li azzanna).

  5. Ah ma allora esistono ancora i maschilisti al 100% che non si vergognano di esserlo! Senza nessuna autocritica! Grazie per questo commento pieno di stereotipi che noi Aironi pensavamo – che ingenui! – di poter contribuire a debellare.
    Non ti rispondo punto per punto perché ci sarebbe troppo da dire e tutto da rifare nei tuoi ragionamenti. Ti invito semplicemente a non postare altri commenti di questo genere, per lo meno ai miei post, perché la tua violenza profondamente maschilista non mi è gradita. E soprattutto non lo è in questo blog che rappresenta per me uno spazio di libertà, di ascolto ma anche di messa in discussione profonda ed sincera.

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