Valerio

Hotel del Disinganno

Lui si chiamava Valerio, ma è solo un nome a dirlo.

Lei era una città.

Le sue strade rumorose, i suoi palazzi di mattoni, di cemento, di cristallo, i suoi parchi minuscoli, piccoli giardini costretti dalle catene dell’asfalto, le gemme, i mattini…

Era una città triste, una bambola a cui hanno strappato gli occhi ed i capelli. Spesso piangeva avendo… pena di sé.

Valerio camminava accarezzando leggero con le dita i suoi muri. Lei lo sentì e corse ad incontrarlo.

Quando Valerio vide i suoi immensi occhi si sforzò di non crederci: per lui la tristezza, come ogni altra cosa, era un gioco come un altro: era appena un bambino.

Camminarono tra i viali. Ogni tanto veniva loro incontro qualcuno che sorrideva; i più però erano ciechi di fretta, con cartelle, pacchi, domande, sulla punta delle ciglia.

Era un comune giorno di gennaio e sembrava che il sole, giocando, avesse…

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