La giusta distanza

E’ quella che ti fa immaginare come si sta, ma fino a un certo punto.
Fino al punto che non ti fa paura.
IMG_1953Ti fa stare con i piedi per terra, a fare discorsi campati in aria… tanto i piedi da lì non si muovono.
E’ una cosa tra l’immedesimazione e il distacco.
Una cosa tipo andare a trovare qualcuno che è malato – e qualcuno io lo conosco – però solo alcuni giorni, non proprio tutti tutti. Andarlo a trovare, stare ad ascoltare, non dare consigli, immaginare senza cercare di capire (“tanto tu non puoi capire”… oltretutto).

E lasciare una finestra aperta.
Se vuole… ma senza insistere.

Arianna

Foto: Parigi 2013

 

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Che ci faccio qui, su questo pianeta? Di preciso non lo so. Me lo chiedo spesso, però. Per ora sono arrivata alla conclusione che sia per contribuire a rendere la realtà interna (me stessa) ed esterna (il mondo in cui vivo) un posto più accogliente per tutti. Per sentire mie le battaglie combattute in nome dell’uguaglianza, della libertà, della giustizia. Per esercitare la compassione e provare a comprendere.

2 thoughts on “La giusta distanza

    • Grazie, Martulins mia.
      Ti voglio bene anch’io.
      Ora che abbiamo capito qual è la giusta distanza, resta solo da posizionarsi nel punto esatto. E, possibilmente, restarci… un’impresa! 🙂

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