Maschile plurale

Un amico mi ha inoltrato un’email dell’associazione Maschile plurale. Che mi è piaciuta molto.
Per esempio, mi è piaciuto leggere cose come:

“Il nostro percorso di riflessione e trasformazione maschile si è confrontato e tuttora inevitabilmente si confronta con il problema della violenza nelle sue molteplici manifestazioni, anche perché è un dato di fatto che la violenza nella grande maggioranza dei casi viene esercitata dagli uomini.
Questa assunzione di responsabilità maschile è, almeno in Italia, relativamente recente e mira a riconoscere le radici profonde che il fenomeno della violenza ha nella nostra società, così segnata dalle forme e dalle abitudini di un sistema patriarcale in crisi ma ancora in grado di condizionare fortemente le vite individuali e la dimensione collettiva”.

Ecco. Per esempio.  Poi mi è piaciuto anche leggere che per cambiare bisogna partire dai desideri, così come mi è piaciuto  leggere che il pensiero e le pratiche delle donne hanno aperto la strada al cambiamento, e al tempo stesso che è importante, per gli uomini, aprire altre strade, le loro: ma sempre in relazione a, nel confronto, nelle differenze dei percorsi e degli approdi.

Insomma: qualche ragione di speranza ce l’abbiamo.
Grazie, Maschile Plurale.

Arianna

 

 

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3 thoughts on “Maschile plurale

  1. Sembra utile e condivisibile! E’ specialmente interessante che uomini comuni, malgrado e forse proprio in ragione delle difficoltà a cui vanno incontro, si assumano questo tipo di responsabilità.
    D’altro canto secondo me c’è anche da dire che quello che veramente ci servirebbe è che questo tipo di attività coinvolga finalmente insieme uomini e donne, maschietti sensibili come questi signori e femministe avvertite del fatto che le discriminazioni pratiche nascono sempre da questioni di disconoscimento reciproco fra i sessi. Io non vedrei l’ora di poter essere femminista, se incontrassi femministe che hanno un po’ voglia di essere “maschiliste” (quanto a dire capire i grossi problemi relazionali degli uomini e il loro misconoscimento da parte della maggior parte delle donne nella nostra società post-patriarcale). Ammetto di non conoscere molto quel mondo, ma a volte ho la sensazione che si muova come se gli uomini fossero l'”altro da sè”, puramente negativo, con cui la comunicazione sia da rimandare sine die.

    • Certamente, il confronto “uomini-donne”, inteso in termini di alleanza, pur nella differenza, è fondamentale. Poi, se definiamo il femminismo come quell’insieme di pensiero e pratiche volto al superamento del sistema patriarcale e delle sue oppressioni, anche gli uomini possono essere femministi! Così come – purtroppo – ci sono donne maschiliste, che perpetuano, più o meno consapevolmente, il sistema che assegna al loro genere la posizione più “scomoda” (sebbene, come sottolinea Maschile plurale, il patriarcato opprima anche gli uomini).

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