Pedine

Com’è stare in periferia2012 Viaggio Nepal e Cina (988)

dove i condomini

gli immigrati

le case accatastate

la spazzatura che s’accumula

il bianchetto alla mattina

la grande strada

che passa proprio qui

il treno che sferraglia di notte

sferraglia di giorno

sferraglia anche il respiro

e il tram che non arriva.

 

Com’è stare in periferia

del mondo

dopo tanto stare al centro,

dove la scuola

gli ospedali malconci

la connessione scadente

le famiglie abbandonate

le speranze disabitate

le donne domestiche

il lavoro che manca

la cattiva informazione

ché l’ha detto la televisione,

i giovani immobili

i pregiudizi che risalgono

la colpa ai cinesi

ai marocchini

agli albanesi.

 

Com’è dopo aver creduto

per quattro cinque decadi

d’essere in centro

tra la gente perbene

tra i nostri simili

(i dissimili ce lo hanno dato a intendere

di essere simili a loro).

 

Eravamo soltanto

periferia inurbata,

campagna concentrata

schiacciata distillata

messa lì apposta

nel vasto spazio economico

del tabellone

a far il gioco d’altri

giocatori sì, al monopoli

ma senza case e senza alberghi.

Giulio

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2 thoughts on “Pedine

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