La fine della gru

Dopo anni di rigoroso servizio20141212_084758
di carichi e scarichi precisi
e d’obbedienza al manovale,
la gru prese a sognare:
si mise a contare le case,
ad orientarsi alle linee degli aerei,
a stendere il collo del traliccio
per  respirare l’aria pura;
a contemplare i comignoli
a sorprendere i gatti sulle scandole dei tetti
a spiare alla finestra del decimo piano
(che era quello sguardo lungo – dietro il vetro?).

Fu per poco.
Fuori controllo, inservibile
fu smontata il giorno dopo.

Epperò si scoprì
dopo
che i comignoli spiati
avevano preso anch’essi a sognare:
passarono l’inverno a scrivere
poesie di fumo
evanescenti
intraducibili.

Poi venne il caldo,
le caldaie spente,
le poesie dimenticate.

Giulio

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