Heaphy 05

Walking - Upper Mustang 2012

Walking – Upper Mustang 2012

Bisogna mangiare pasta senza sale, un po’ di uva passa e una mela al giorno per una decina di giorni per capire quanto possa mancare una bistecca. Bisogna bere tè liscio per lo stesso tempo per capire quanto si possa desiderare una birra. Sì, sono d’accordo con voi: la moderna tecnologia applicata all’alimentazione del camminatore mette a disposizione pasti liofilizzati dotati un sapore. Ma non sia mai investire denaro in tali mollezze borghesi quando si ha a che fare con lo Heaphy, avevo pensato; quanto al sale e allo zucchero, semplicemente e prosaicamente, pesano, e al trentacinquesimo chilometro di cammino la sera, per ogni grammo risparmiato, le spalle e le ginocchia ringraziano. Per farla breve, il mio desiderio di una bistecca era tale che l’ultima notte del mio tramp, nella Heaphy hut, ero giunto a sognarla.

Ero dunque a Westport con l’Irlandese, che aveva trovato il modo di scolarsi da par suo una cassa di birra mentre ancora io mi godevo il tepore del sole morente al largo della West Coast nel giardino dell’ostello. Uscimmo decisi a cercare delle proteine animali, ma le nostre istanze furono frustrate dai prezzi dei ristoranti. Allora comprammo al supermercato dell’ottima costata di angus e cipolle e verdure e funghi. L’Irlandese si occupò della carne, cuocendola magistralmente nella birra e nella margarina, mentre io preparai il contorno da accompagnare. La mia ammirazione va a quell’uomo di pelo fulvo stanco e fuori forma, visibilmente scottato, con tutte le lentiggini che protestavano del sole preso sulle montagne, disidratato e ubriaco, che riuscì a produrre un piatto così saporito a tarda sera.

Irish si dedicò poi, probabilmente con poco garbo e stile, e temo con poco successo, ad una viaggiatrice canadese. Qualunque cosa abbia detto e fatto in quelle ore della prima mattina e in quello stato di mente in cui tutto sembra a portata, glielo passeremo bonariamente e non lo riporterò qui.
Io mi ritirai a dormire un paio d’ore. Scivolai fuori dell’ostello di prima mattima e camminai verso l’estremità meridionale di Westport. La mia intenzione era di trovare un pendolare che uscisse dalla cittadina verso Sud per fare autostop. Non dovetti aspettare a lungo: presto si fermò un furgoncino e il suo padrone, un meccanico di mezzi agricoli, mi fece salire.

…to be continued.

Testo di Guglielmo, fotografia di Giulio

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...