Ribadire la libertà delle donne

Ho saputo dei fatti di Colonia mentre ero in vacanza, in Marocco. I primi pensieri non sono andati ai rifugiati, alle politiche europee, al razzismo. Ho pensato alle donne, all’umiliazione di essere guardate e toccate, come pezzi di carne in macelleria. Ho pensato alle volte in cui mi sono sentita così, e al disagio di trovarmi in un posto in cui gli uomini sembrano padroni dello spazio, della strada. Le oppressioni sono molteplici, eppure soltanto le proprie risultano auto-evidenti: stanno lì, nella pancia.
Perché negare, però, che in alcuni contesti vi sono maggiori disuguaglianze, e più repressione affettiva e sessuale? Nelle politiche di accoglienza occorre ribadire la libertà delle donne (ci son volute lotte!), così facciamo un ripasso anche noi, già che ci siamo.

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2 thoughts on “Ribadire la libertà delle donne

  1. A me a colpito in particolare lo spostamento dalla tematica del maschilismo e della violenza sulle donne alla tematica dell’immigrazione. Come se a livello di informazione si volesse lavorare più sui “siriani” che sugli “uomini”.

    Rispetto alla seconda parte, alle domande che ti poni, ti rispondo con più calma, l’argomento è vasto, per me, e complesso!

  2. Ho scritto più volte su problemi femminili e ho anche detto che la donna “ha una marcia in più”.

    Hai perfettamente ragione quando dici che le politiche di accoglienza dovrebbero rammentare la necessità di considerare la “libertà” delle donne.
    Buon pomeriggio.
    Quarc

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