Passeggeri o cittadini

IMG_5309Volo low cost Marrakech-Milano.
Succede una cosa straordinaria: italiani e marocchini diventano passeggeri, clienti della stessa compagnia aerea. Uguali diritti e uguali doveri.
Dobbiamo rimanere seduti nelle fasi di decollo e di atterraggio; possiamo alzarci, andare in bagno, quando la spia luminosa delle cinture di sicurezza è spenta. Lo spazio per borse e zaini è il medesimo, possiamo disporne tutti.
Arrivati all’aeroporto di Milano, altre identità prevalgono su quella che ci accomunava: cittadini UE di qua, cittadini non UE di là.
La nostra fila si smaltisce in fretta. Mentre ci dirigiamo verso l’uscita, sentiamo un poliziotto sussurrare al collega: “Non far venire i marocchini di qua, eh! Facciamoli aspettare, a quelli”.

Nessun dubbio: stiamo di nuovo coi piedi per terra.

Foto: Marrakech 2016

 

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Che ci faccio qui, su questo pianeta? Di preciso non lo so. Me lo chiedo spesso, però. Per ora sono arrivata alla conclusione che sia per contribuire a rendere la realtà interna (me stessa) ed esterna (il mondo in cui vivo) un posto più accogliente per tutti. Per sentire mie le battaglie combattute in nome dell’uguaglianza, della libertà, della giustizia. Per esercitare la compassione e provare a comprendere.

7 thoughts on “Passeggeri o cittadini

  1. Nel 2007, in settembre, stavo tornando dal mio primo viaggio in Marocco. Ricordo quella stessa fila, così come ricordo la mia rabbia e il mio imbarazzo nel constatare quanto velocemente scorresse la fila cittadini UE rispetto a quella non UE. Subito uscito dall’areoporto, prima di entrare in auto di mio padre che mi era venuto a prendere, mi sono messo la djallaba e le scarpe marocchine che avevo comperato e così sono rimasto, fino a casa. Nella via sotto casa ho trovato mia madre che prendeva il pane, l’ho aspettata fuori dal panifico con il cane. La commessa, vedendo il cane di mia madre con un tipo strano le ha chiesto e lei, ha dovuto ammettere (un po’ a malincuore) che quello era suo figlio. Questo per dire che, la volgarità delle frontiere, delle cittadinanze del primo e del secondo mondo, esiste solo nei luoghi istituzionali, ma dentro, dentro gli esseri umani, è possibile superare le differenze meramente estetiche e riconoscersi, nel profondo, come simili. Cosi come accade in aereo 😉

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