Parole di rabbia

vietnam-2016

Come stai, oggi,
non lo voglio sapere.
Dopo queste notti
senza sonno
dopo i pianti, i silenzi, le voci
che tormentano te
e poi noi

basta.

 

Oggi voglio andare in giro
a graffiare
la pelle liscia
di quelli che dormono
sogni d’oro: che vengano le rughe,
le occhiaie, i segni
pure a loro.

E mentre li graffio
ci sarà un urlo
una furia di fiato
contro la loro ignoranza
del male.

Graffierei quelli che osano
le lamentele, una scortesia,
toni bruschi: li farei piangere
finalmente
pure loro.

E in mezzo a questi volti
non più belli
sanguinanti e tagliati
forse
troverei un angolino
in cui farmi piccola, chiudere gli occhi
e stare.

Foto: Vietnam 2016

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