La tua stanza

La vita, questo palpitare
di cellule permeabili,
non è certo cosa
ordinata.

A volte l’immagino
come la tua stanza:
certo, quegli orecchini
di carta, e i libri, i bracciali
che negli anni
ti ho regalato; però anche
altro, a coprire,
a stare stretto
a mucchi, a stropicciarsi
con gli angoli dei diari.

C’è molto e vorrei,
a volte, fuggire
via, dentro cose
morte:
la prevedibilità
di atomi cristallizzati.

IMG_7225.JPG

Foto: Iran 2017

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