quarantremor

quindi è tutta nostra, questa

primavera di silenzi e tempi

lunghi come attese, di passeggiate

chiuse dietro maschere di seta,

tutta nostra nel ricordo splendido

del dopo, del domani che vogliamo

ieri, tra un coro stanco e un battito

di mani, irregolare come un cuore

stanco e pronto a rinunciare a tutto

questo spazio di pensiero, quando

ieri era caldo il sole e oggi soffia

nero un vento freddo di chimera

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