Informazioni su arikita

Che ci faccio qui, su questo pianeta? Di preciso non lo so. Me lo chiedo spesso, però. Per ora sono arrivata alla conclusione che sia per contribuire a rendere la realtà interna (me stessa) ed esterna (il mondo in cui vivo) un posto più accogliente per tutti. Per sentire mie le battaglie combattute in nome dell’uguaglianza, della libertà, della giustizia. Per esercitare la compassione e provare a comprendere.

Pugilato

E’ un incontro
di pugilato:
prendo un pugno
di rabbia
poi un altro
tenerezza ma
triste, così
arriva di colpo
e mi lascia
distesa piccola
sul ring.

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Per te sono

Per te sono
il mondo:
tondo e finito
come questo
di fuori.

Sono l’umido,
il caldo, il moto
e la quiete,
suoni, silenzio, sono
tutto: sarà abbastanza?

Ci riempiamo la bocca

Ci riempiamo la bocca
nei pranzi della domenica
di grassi animali
e parole
come meglio, migliorata, neanche
a paragonare.

Prima peggio:
ma ora?
Abbiamo la forza
di perdonare i più fortunati
che si lamentano
del caldo e del freddo, della gente
senza rispetto?

Davvero possiamo
lasciar andare la rabbia
e il desiderio
dolente
d’una famiglia la domenica,
con due figlie adulte?

Foto: Torino (Cavallerizza) 2017

 

Alla fermata del tram

Alla fermata del tram
aspetto, mi preparo
al contatto
rabbia con rabbia
bisogno schiacciato
contro urla
di cellulari.

Semplicemente allora faccio
come dice mio papà:
la strada lunga
per vedere i fiori.

Foto: Anghiari 2018

 

Che paura, m’hai vista


Che paura, m’hai vista
più brutta ancora
nuda come
una gallina spennata.

M’ero coperta
nascosta fino a non
sentire e invece
ecco: sono anche così.

 

E tu m’hai vista
e mi guardi
con insistente amore.

 

Foto: Lisbona (Alfama) 2017

Non esistono formule magiche

Non esistono formule magiche:
il dottore parla
dell’essere
e del non essere.

Non dice (come altre volte)
forse
dati clinici
la reazione al farmaco
no: adesso è certo.

Non esistono formule:
impossibile isolare
i singoli
elementi (quantità, qualità)
osservare
relazioni stabili
prevedere.

Non esistono formule
e neppure magie
parole
gesti capaci
di fare cose
con i desideri.

Non esistono formule magiche:
restiamo senza
un attimo
lungo, poi
torniamo a cercare.

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Foto: Iran 2017 – Le torri del silenzio

 

Come questi fiori di marzo

IMG_6800Come questi fiori di marzo
a colorare i rami
senza calcoli di rischio
e opportunità
nell’ignoranza del meteo
la perturbazione annunciata

Così sento
espandere
la pelle
che tiene tira tende
e accade
di movimento proprio:
lascio che sia.

Foto: Iran 2017

L’importanza della sanzione sociale

“In Germania sì che le persone sono educate, mica come da noi in Italia… siamo proprio un popolo di incivili”
“Roma, Napoli, ma anche tanti quartieri di Milano fanno schifo: le strade sporche, piene di rifiuti… eh ma del resto gli italiani sono così, non c’è niente da fare”
“Ah ormai è impossibile leggere sul tram o sul treno: le suonerie degli smartphone a tutto volume, e poi la gente urla al telefono!”.

Naturalmente il parlante si sente sempre escluso dalla categoria degli italiani incivili e maleducati. Eppure: perché resta indifferente quando assiste a comportamenti che ritiene dannosi? Per paura del conflitto, per sfiducia nella possibilità di cambiare lo stato delle cose?
Credo nella sanzione sociale: se le persone che si lamentano dei costumi nazionali nel privato esprimessero la propria indignazione ai diretti interessati, i comportamenti scorretti diminuirebbero.

“Scusi, perché lo sta buttando per terra? C’è un cestino a pochi metri…”
“Scusate, perché sputate proprio qui alla fermata del tram? Non è bello camminare sugli sputi… potreste sputare sulle rotaie, almeno!”
“Scusi, può utilizzare le cuffie se guarda il video sul telefonino?”
“Scusi, può abbassare la voce?”

“Certo, come no, il miglior modo per farsi insultare, e magari anche aggredire!”
A volte gli insulti arrivano, è vero, a volte no.
Val la pena tentare.

Le statistiche sono vuote

Le statistiche sono vuote
finché
riempi la tua parte
di tutto, un pezzo
stretto o largo (dipende)
ma per te
intero.

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E’ bianco fuori
non silenzio:
sei con le voci stai
con noi
ti prego
fermati qui.

Foto: Iran 2017

 

Parole incespicanti

Parole incespicanti
incerte nel vuoto
l’attimo instabile
tra punta
e tallone.

Parole che scoprono
per la fatica
di tenere dentro
schiacciata in fondo

una rabbia nuda.

 

Foto: Nadia Lambiase