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Nella Verità scolpisco il mio Vero Volto. Nella Densità del Sentire intuisco la Vera Libertà. Quanto muove i miei Passi è il Desiderio d'Amore. Raji

E in quel profumo…

Quanto desiderio di non essere solo.
Non è poesia, è traccia in me.
Desiderio di sentirmi parte di un amore sconfinato.
Luce, tra Luci, vere di vita vera.
E in quel profumo…
Ho visto per qualche istante i prati elisi,
e c’eravamo tutti e tutti nel sorriso d’oro del Raggio…
Che il Sole illumini ovunque, dice l’anima.
Che il Cielo, l’ascolti.

Raji

Verità

Come,
parlare di verità.
C’è un disegno,
ne vivo il respiro.
Dove, quando, e perchè…
Non trovano eco.
In una melodia evocativa,
ricordo…
un linguaggio che parla all’anima.
Quel giorno,
se ne uscì dal dojo,
improvvisamente.
Voler essere, fa compagnia.
Nonostante tutto.
Ancora, guardare…
Ma un punto preciso c’è?

Raji

A contatto con il mistero

A contatto con il mistero

Si parlava davanti ad un fuoco.
Si parlava di come si è abituati a dare per scontate molte cose e di come si è persa “l’abiltà segreta” di credere nelle favole.
P:”Sai, non è difficile, in realtà..”
C:”Di cosa parli? Di proiettarsi un pò più in là del conosciuto?”
P:”Si, non è difficile, C. Guarda questo fuoco, in pochi istanti prende mille strade, ed in questo assomiglia all’universo che noi vediamo. Mille strade in pochi attimi e dove sono collocate, dov’ è questo fuoco? Su pochi rametti di legno. Rametti che a loro volta poggiano su un vasto terreno…”
C:”Si, beh, questo si sa.. che l’universo sia grande..”
P:”Non è solo questione di grandezza, ma anche di “collocazione”, dov’ è l’universo?

Può essere in un punto di qualche cosa? E’ un quesito affascinante perchè non c’è risposta. E’ come se, per forza, la risposta debba trascendere lo spazio stesso. E’ un mistero…”
C:”Io non vedo tutto questo mistero in questo fuoco, è un normalissimo fuoco.”
P:”Ed è questo che frega, caro C, è proprio questo. E’ il dare per scontato che il fuoco ci sia e che danzi come sta facendo anche in questo momento. Capisci? Il fuoco c’è, è qui con noi…. ed è assolutamente incredibile che ci sia!”

C:”Non ti seguo più.”
P:”Perchè viviamo nell’illusione di credere come funzioni il mondo. Ma non lo sappiamo. Abbiamo scoperto alcune leggi scientifiche che ci aiutano a preverede gli spostamenti della materia, ma non sappiamo da dove arriva la materia e così da dove arriva anche questo fuoco….. curiosen, no? E guardandolo intensamente è come…. se raccontasse qualcosa in continuazione, è come se continuasse ad esprimersi e soprattutto è come se non avesse bisogno di una legge per farlo… è libero…”
C:”Caro P, non parlarmi di assenza di leggi, lo sai che dal mio principio di causa- effetto non mi schiodo…”

P:”E allora dimmi queal’è la Causa Prima…”
C:”Emhhh…. io?”
P:”ehehe… tu scherzi, eppure può esserci della verità in questo”
C.”In che senso scusa?”
P:”Nel senso che la realtà potrebbe essere molto più simile ad un sogno fatto di favole sognato da un Sognatore e noi…. beh…. siamo i Suoi Occhi, le Sue Mani, le Sue Braccia, cioè la Sua Possibilità per percepirsi.”
C:”Questa è bella: Noi siamo la possibilità di dio di percepirsi. Intrigante!”

P:”Quello che voglio dire caro amico mio è che siamo immersi in un profondo mistero le cui verità ci danzano intorno e respirano insieme a noi. Dovremo piantarla col dare per scontato anche il filo d’erba, anche la più insignificante delle cose, per non parlare delle emozioni….. e di tutto ciò che non si vede.”
C:”Ahhhh, con te non è mai finita P, vedi aperture dappertutto, e mondi, e …”
P:”Vedo poco C, ma ne sono consapevole”.
“Vedo quanto mi basta per credere che ci sia molto di più.”
“E amo, amo follemente questo brodo in cui siamo immersi e che ci invita… a…”
C:”Alla ricerca..”
P:”Alla ricerca…. e a non dare per scontate le cose, gli eventi e le persone”
C:”Mi piace parlare con te P”

  • P:”anche a me piace parlare e stare con te C”.

    Raji

Tra Desiderio e ostacolo, un po’ ciò che siamo

Proviamo a scrivere ciò che un uomo può desiderare di più e poi scriviamo quali sono gli ostacoli maggiori alla sua realizzazione.
Ma non facciamolo come una tecnica per raggiugere i propri obiettivi in stile new age. Cerchiamo di capire un po’ CHI siamo dal TIPO DI DESIDERIO che abbiamo in comune. E che cosa CI FRENA dal realizzarlo dal tipo di ostacolo che tendiamo a “vedere”.
Dunque…….
……..qui ho bisogno del vostro aiuto e spero che con i commenti mi aiuterete ad identificare i grandi sogni che ci accomunano, quelli Macro Macro. Ad esempio….. quando lascio varcare la mia mente oltre il cancello del desiderio… ciò che vedo subito è essenzialmente AMORE e CORRELATI, ma direi che la LIBERTA’….. non è un ingrediente che se ne sta in disparte. Si può dire perciò che in essenza siamo AMORE e AMORE LIBERO? E che non ci sentiamo tanto noi stessi se non lo proviamo, se non lo sentiamo? Si può dire che è per amore che possiamo pensare a fare dei sacrifici, di fare fatiche, di fare sforzi per muoverci nel pesante mondo della materia?
Io direi di sì. CHe l’AMORE è il CARBURANTE. Nesuna filosofia o concezione sul pieno o sul vuoto…. semplice amore…..
MA amare da schiavi non ci suona bene è? E forse non è quello ciò che desideriamo veramente? Aggrapparci ad un altro essere per sentire noi stessi? Quante volte l’ho fatto. Come è facile farlo. Ma la cosa curiosa è che proprio nel momento di crisi, lì in mezzo al caos… che si nasconde la libertà tanto ricercata…. e che cos’è quel liquido buono in mezzo alla crisi?
Forse……. è la realizzazione di poter amare incondizionatamente, e cioè in modo libero. Senza aspettarci nulla dall’altra persona. Desiderare……..
e lasciar cadere…… viaggiano insieme, per mano. To fall in love….. cadere innamorati…. Ecco l’ostacolo più grande all’amore…. noi stessi! Lasciar cadere noi stessi!
Abbiamo un sacco di aspettive sull’altra persona, abbiamo un sacco di stereotipi sul modo in cui dovrebbe essere vissuto un rapporto di coppia o una semplice situazione amorosa, PERSINO sul modo in cui dovrebbe risponderci la persona…… condizionamenti, su condizionamenti, idee su idee, pensieri……. ma l’amore, ciò che desideriamo non è fatto di pensieri….. bensì di SENTIRE, di SENTIRE. E nel SENTIRE NON CI SONO CERTEZZE E QUESTO CI FA BALLARE…… e a volte, nei casi fortunati….. DANZARE…..
Meno cerchiamo di imporci con un’idea fissa…. e più abbiamo possibilità di vedere con occhio innamorato…. direi che è un trade off, uno e l’altro giocano insieme. L’amore e la libertà……. insieme, cosa sono? Vedi?
Non puoi descriverli…. sono troppo….per le parole….. è vedere, apprezzare, cogliere e allo stesso tempo…… rimanere calmi nell’aria benefica del tuo essere. Ho divagato….. come è il mio solito…. però mi acchiappa l’argomento…….    

Raji

La società

Qualche anno fa ho scritto qualche verso in riferimento alla società. Rileggendoli, mi sono fatto un grande sorriso e ho deciso di condividerli con i lettori di questo blog.

La società è un pupazzo che cerca di tenere insieme le persone.

Coloro che rispettano

tutti i suoi dettami,

non hanno trovato un punto d’incontro,

ma forse uno specchio e della loro immagine si sono imprigionati.

Così il mondo, il teatrino dei pupazzi,

che rinnova le scelte e le trasforma in diritti e doveri,

che elimina i sogni mutandoli in aspirazioni finalizzate,

e che vela le emozioni dietro il sipario..

..si fa gioco dell’energia, dei colori e della grandezza dell’universo.

…fai la cazzata ogni tanto! Gira lo specchio e trova te stesso in quello che sei e NON…

in quello che vedi riflesso!

Raji

Kosimo e il palloncino blu parte 2

  1. Kosimo guardava il palloncino, affascinanto, quasi assorbito dalle sue qualità. Era leggero, leggerissimo e non si preoccupava mai. Non un solo segno di cedimento. Roteava in compagnia degli elementi che lo sovrastavano…
  2. E quel modo di obbedire al soffio che aleggiava nella viuzza era quasi commovente. L’aria e il palloncino erano intimamente legati, uniti, fusi. Ma con quale grazia ed armonia, lo erano. Improvvisamente fece la comparsa il suono di una macchina in arrivo.. che fece sobbalzare il giovane Kosimo ormai affezionato al palloncino e temette la sua distruzione. In quel momento era un po’ distante da lui, pochi metri indietro e non avrebbe potuto far nulla per salvarlo. Lo guardò con intensità per quei pochi attimi… fino a che il mezzo passò senza neppure sfiorarlo. Kosimo sorrise con il cuore.Prese con più vigore, ora, a dare calci al suo gioco, di cui in qualche modo ne sentiva il forte richiamo…Lo sentiva suo. Anche se appeso all’aria e al suo destino… era il suo palloncino. Tra le braccia di quest’ ignoto… ecco affiorare un dolce sentimento per lo stesso e Kosimo lo colpì forte con tutto il lato destro del piede.. ma la brezza aveva cambiato direzione tramutandosi in vento. Il palloncino trovò dinanzi un grande muro d’aria che lo fece rapidamente sbalzare indietro. Non accettando l’idea di perderlo, Kosimo tornò indietro anche lui e lo colpì con ancora più forza, anche solo per spingerlo avanti di pochi centimetri, anche solo per giocare ancora, ancora un po’.. sebbene la strada conducesse in un luogo che, ora, si faceva più lontano. Una vecchia che stava dietro, passando, diede un calcio al palloncino, e poi un altro e un altro ancora. Kosimo le sorrise, e le disse: “Giochiamo insieme”. Ma lei, dopo aver ricambiato il sorriso e detto:” Ecco che arriva..” proseguì il suo cammino con il passo immutato come avesse più forza di quell’incontro inaspettato. Con tenera insistenza, il ragazzo, perseverò nel calciarlo, fino a che la brezza non cambiò ancora direzione. Kosimo e il palloncino poterono, finalmente, proseguire, insieme, lungo la stradina con un’ aria piacevolemte favorevole.Prese a colpirlo a volte con il piede che sporgeva ad un fianco della bicicletta, altre volte con la ruota stessa, utilizzando sia il davanti che il cerchio nella sua interezza. Mentre ciò accadeva era come se il palloncino continuasse a parlargli…era come se bisbigliasse con grande voce:”Portami con te, amami, guardami e colpiscimi… E SII PRONTO A LASCIARMI ANDARE IN OGNI MOMENTO”. La strada della viuzza non era ancora terminata, ma Kosimo, ascoltando quelle parole silenziose… si rese conto che ad un certo punto lo avrebbe dovuto abbandonare. Un altro passante si preoccupò del palloncino e disse a Kosimo:” Attento che si buca” e sorridendo se ne andò.Kosimo amava giocare con quel palloncino, ma una strega dai colori insondabili nominata impermanenza minacciava di continuo il loro rapporto. Fu un momento particolarmente intenso quello in cui Kosimo si rese conto che era giunto il tempo di dirgli addio.. era stato bello giocare insieme, ma quello era il momento… lo sentiva nel profondo.Gli tirò un ultimo calcio con tutto l’amore che aveva dentro… e questa volta, lasciò che la brezza nuovamente con direzione contraria se lo portasse delicatamente via… Kosimo rimase a guardare, ancora e ancora. Per ogni rimbalzo del palloncino a terra era come se le sue vibrazioni riempissero tutto lo spazio. Erano quasi impercettibili, eppure così visibili… silenziose, eppure così udibili. Furono tre, i rimbalzi che Kosimo decise e sentì di  poter guardare, dopo di che… girò di netto la testa e proseguì senza voltarsi. Questa forza cedette, poco dopo, ad uno sguardo furtivo lasciato scorrere dietro di sé… ma l’immagine del pallocino era scomparsa. Kosimo sentì una forma di malinconia che scomparve rapidamente…Aveva solo perso un’immagine… una forma… Ma il suo cuore era stato inesorabilmente arricchito ed, ora, era libero di guardare altre forme.  Tratto da:”tornando verso casa” (fatto veramente accaduto 🙂 ) Raji

Kosimo e il palloncino blu Parte 1

  1. Kosimo era in dolce compagnia della sua bicicletta, e con moto lento e un po’ arzigogolato si andò ad infilare in una stradina secondaria mentre tornava verso casa… un vicolo con molti bidoni della spazzatura e con delle case povere ai lati dello stesso. Giunto dinanzi ad un ampio scorcio tra i muri delle case si fermò ad osservare un grande albero che lanciava i suoi rami con grande slancio verso il cielo. Era proprio bello. Sorrise e bevve la pace di quel momento.Come un mondo a se stante, come un luogo in cui riposare.. che non era fatto di tempo, ma solo di spazio… uno spazio intimamente suo…tanto che i rari passanti non lo distoglievano dalla sua tenera conteplazione. Quei rami, quelle foglie e poi quella luce che filtrava dalle nuvole grigie erano bellissimi. Era come se potesse sentire il sussurro dell’albero sposato con la dinamica del giorno, con quella curvatura che non si lascia mai afferrare completamente… Per istinto, senza pensarci, gira il capo sopra la spalla sinistra e poi in basso e dal nulla spuntò fuori un bel palloncino azzurro un po’ sgonfio che rimbalzava solitario spinto dalla brezza leggera. Kosimo si stupì di quell’incontro inaspettato. Si guardò intorno per capire se poteva essere di qualche passante, di qualcun’altro.. ma il palloncino era tutto solo ed alternando delle brevi pause al suolo a saltelli e voli lievi se ne andava di qua e di là senza legami di alcun genere. Libero e leggero. Solamente, sospinto da quella brezza… in uno spazio troppo ampio per poterlo fermare definitivamente.Essendo un po’ sgonfio, Kosimo pensò che calciandolo non avrebbe potuto bucarlo, a meno che non gli avesse dato un calcio troppo forte. Decise quindi di colpirlo. In principio fu facile e divertente perchè l’aria si muoveva nella stessa direzione i cui stava andando..    Raji 

Giocando al pc

  • Qualche anno fa passavo il mio tempo a giocare al computer, e quanto amavo i giochini con una bella grafica, e di macchine in particolare. All’improvviso sono stato come folgorato.. mi sono reso conto che il mondo al di là dello schermo… aveva una grafica bellissima, nel minimo dettaglio, oltre 1 bigliardo di giga giga biga pixel…. Ero nella Mini della mamma, e svoltando tra una curva e l’altra lungo lago nei pressi di Limone, ho pensato… questo è in assoluto il gioco più bello che abbia mai fatto: le mani al volante, sento le vibrazioni di ogni mia scelta sotto il sedere, le immagini cambiano di continuo senza ripetizioni e freschissime, c’è interazione con coloro che incontro, c’è l’ebrezza del rischio… …un gioco che non costa nulla! Se non la volontà di giocarlo…ahhh, che meraviglia!C’è un altro fatto al quanto interessante… nel giochino del computer… la grafica ha i suoi limiti, nella realtà…….. forse, no….non tutti vediamo nello stesso modo, la stessa cosa…                                           Raji

Senza nome

Il mondo non ha nome. Ascolta l’acqua.
Non ha nome la montagna.
E nemmeno il cielo ha nome.
…guarda la luna…
Non ha nome il tuo sorriso.
Nessun nome ai tuoi occhi e ai tuoi molteplici sguardi.
Non ha nome il vento. Ascolta il vento.
Il suono non ha nome.
Io sono-senza nome.
Dici molte cose belle,
ma non esistono più.
Quando dici per affermare, stai dormendo.
Quando dici per toccare, sei nel cuore che non ha nome.
Nessun nome al sangue e alle tue emozioni.
Nessun nome a questo giorno di festa, sorto con un’alba senza nome e che è andato a dormire nel silenzio.
Non dirmi le cose per convincermi perchè non amo la matematica.
Parlami con la musica, parlami rimanendo in silenzio. Ascolta il silenzio.
Sei senza nome, per me. Ogni giorno, ogni istante… una scoperta!
Il mondo non ha nome, sai?… e queste parole galleggiano sul nulla. Ascolta il vuoto e..
Abbracciami, se vuoi.. questa è verità!
Ma non dire, ti prego, che questa è verità.
Nessun nome al mio respiro che ancora mi tiene alzato…
 
Raji