Le scelte antieconomiche

Un mese fa chiudevo il mio conto in banca storico in Intesa San Paolo, dopo averne aperto uno nuovo in Banca Etica. Seduto al desk, svicolavo le ultime proposte di prestiti vantaggiosi e solo per me, evitavo di cedere alle lusinghe di chi mi chiamava meritevole di offerte speciali, di chi mi proponeva almeno di tenerlo come conto di appoggio, per l’efficienza, che non si sa mai, di chi mi diceva che era praticamente gratuito. Poi la signora ha capito e mi ha detto: “se proprio lo vuole fare, allora costretta da lei, glielo cancello, mi spiace proprio.” Aveva uno sguardo contrito, anche per conto della banca, ma anche perché quel conto era davvero conveniente, una super offerta di anni ormai lontani, con condizioni oggi impensabili. Mi sono sentito di dire alla signora: “guardi che non mi sta accadendo nulla di male, sto solo facendo una scelta antieconomica.”

Ora, non so se la parola antieconomica fosse corretta, ma sicuramente la mia è una scelta alternativa a quella di maggior convenienza, di maggior profitto personale immediato. Nelle lunghe riflessioni pre e post evento ho notato come moltissimo di quello che facciamo viene giustificato semplicemente dal principio dell’economicità, come se una cosa conveniente fosse preferibile ad una non conveniente, a priori e questa convenienza fosse l’unico vero metro. Dagli appalti pubblici a ribasso, alla scelta del conto in banca, alla spesa.

Fare scelte antieconomiche, invece, diventa sempre più importante, come forma di contrasto ad un modello di vita e società che vorrebbe fare di tutto una questione di mero denaro.

Giulio

Lui

“Ciao! E allora? Ieri sera siete rimasti tanto dalle amichette del bar?!”
“Cazzo, siamo rimasti così tanto che mi hanno ritirato la patente!”
“Dai!!!! Non prendermi in giro. Non ci credo!”
“Non sto scherzando. Me l’hanno fottuta quei maledetti sbirri…”

Ci sono rimasto male. Lui è un uomo molto difficile, e non piace a tutti. Beh, non c’è neanche da meravigliarsi… Però da quando l’ho conosciuto i suoi occhi mi hanno incuriosito. Dietro quel mantello da duro e burbero, in realtà credo che si nasconda il ragazzo incompreso, la paura dell’altro, il bisogno di sentirsi, di essere qualcuno.
Eh, sì. Il mio amico appena compiuta la maggiore età inizia subito con gli stadi, ma in curva. Sono gli anni ‘liberi’, quando nessuno controllava quello che gli ultrà portavano in curva. Il periodo delle guerriglie dentro e fuori i campi da calcio. Lui ne ha viste di tutti i colori: autobus incendiati, treni carichi di tifosi senza biglietto, risse, pestaggi, scoltellate, lacrimogeni…
Insomma, il meglio che il calcio italiano ha prodotto negli ultimi decenni.
Ma di tutto questo zaino esperienziale, Lui ne è uscito solo più indurito e scettico…

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Lui lavora in una piccola azienda come operaio: il suo lavoro gli piace, ed è contento di alzarsi tutte le mattine. E’ fiero di farsi il culo 9 ore al giorno.
Odia invece chi non ha voglia di lavorare. Odia chi non ha un lavoro. Odia i piccoli delinquenti di cui parlano spesso i giornali. Odia gli extra-comunitari. Odia i partiti di sinistra. E odia soprattutto gli uomini e le donne che non hanno il colore della sua pelle. Se non comprende, Lui odia.

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Ma gli occhi di Lui mi trasmettono solo paura. Lui non fa paura. Ha talmente paura che non riesce a sostenere neanche il mio sguardo. Lui quando parla diventa rosso e guarda in aria; non ce la fà a guardarti dritto negli occhi.

Credo invece che come tutti ricerchi solo la comprensione di qualcuno, ricerchi uno sgardo autentico, una parola piena, un sorriso vero. Qualcuno che non abbia paura di Lui.
Ma là fuori queste cose sono perle sempre più rare. Nessuno ha tempo di ascoltare, nessuno ha la pazienda di allacciare una qualche relazione che vada un pò oltre l’ordinarietà o il ben pensare.
Apparenza, superficialità, perbenismo, morale e tornaconto personale sono gli dei dell’Olimpo di questa civiltà.
Massimizzazione della propria utilità come insegna l’economia del benessere che si studia nelle univesità di economia.

E’ per questo che sono contento di avere come amico Lui…

Demetrio