An Inconvenient Claus

Chiude la “trilogia delle festività” l’ultimo lavoro di Al Gore: An Inconvenient Claus.

La nuova icona dell’ambientalismo istituzionale capitalista ci conduce per mano nelle devastazioni compiute dal simpatico ciccione nelle pinete della Svezia e della Finlandia per ampliare le proprie fabbriche di giocattoli, aggirando ogni normativa nazionale e comunitaria sulla conservazione del patrimonio forestale. Agghiaccianti le interviste con i ragazzini impiegati nelle catene di montaggio, inseriti in azienda come “elfi” per sfuggire all’accusa di sfruttamento minorile e non dover nemmeno applicare il contratto nazionale collettivo. Sconvolgenti le intercettazioni degli incontri segreti con Marchionne in cui si parla di un progetto di produzione di slitte per conto della Fiat, che in tal modo potrebbe chiudere diversi stabilimenti in Brasile. Il regista ha già ricevuto diverse minacce e intimidazioni prima dell’uscita nelle sale e la sua auto è stata ripetutamente imbrattata con frasi ingiuriose in lappone, ma la battaglia non si ferma.

Niccolò

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Ugly Old Witch

L’atteso film denuncia sulla Befana è finalmente disponibile per il noleggio in DVD e Blu-Ray.

Dal matrimonio milionario con Babbo Natale al divorzio del secolo, conclusosi sette anni dopo con l’assassinio dei testimoni e l’incendio doloso della loro casa in Costa Rica. Tutti i retroscena della scalata della vecchia alla Calze da Nonna S.p.A., dell’inchiesta per falso in bilancio e della condanna per turbativa d’asta. Nei contenuti speciali la versione integrale dell’ultima intervista per il Gazzettino di Albano Laziale: “Ma quale Ruby, Silvio amava solo me, ma a letto è una frana”.

Niccolò

Financial Lucy

A Gennaio 2012 esce nei cinema “Financial Lucy” il film-denuncia sui loschi traffici di Santa Lucia!

Dalle celebri frolline alle recenti accuse dell’anti-trust, un viaggio nella frenetica vita della santa non vedente, ma che ha un buon occhio per gli affari (specie se poco puliti)! Reportage sui luoghi topici della dama dell’asinello: il domicilio in Svezia, la residenza a Montecarlo e la sede legale nella City di Londra, dove è amministratore delegato della famigerata “Castaldo Ltd”, già sotto l’occhio dei riflettori per lo scandalo dell’esportazione di mitragliatrici in Angola. Appuntamento nelle migliori sale con “Financial Lucy”, per aprire gli occhi.

Niccolò

La bella Yoko, grossi seni e gambe lunghe, aveva ragione

E’ passato uno tsunami di tempo, con le persone come omini del lego e un traghetto che riposa placido sul tetto di una casa dell’entroterra. Immagini, migliaia di scatti alla rinfusa di persone, morti, dispersi, sfollati e altro. Molti interrogativi e poche risposte. Mentre cerchiamo le risposte, circa diecimila morti.

Ma queste morti, le morti dello tsunami, non mi portano l’ansia e il rancore di altre morti. Se la terra non ha un guscio solido, se galleggiamo su un mare di lava incerto, le cui zolle barcollano a destra e a manca senza controllo, in una lentissima deriva, non possiamo farci nulla. Cercando il bandolo della matassa è possibile solamente guardarsi negli occhi e rimboccarsi le maniche per ristabilire l’ordine, per ricomporre le carte sparigliate dal mare e dalla terra.

L’ansia e il rancore sopraggiunge invece quando le morti le facciamo da soli, quando la nostra umanità si porta sull’orlo di un harakiri immotivato senza nemmeno sapere il perché, capendo forse di essersi sbagliata, che non sapeva, che non si pensava, che si ritenesse non fosse possibile. E’ l’imbecillità che mi spaventa. Siamo imbecilli e mostruosi.

Per quanti anni abbiamo venduto armi a Gheddafi, tra i sorrisi e i baciamano, prima di considerare il fatto che prima o poi le avrebbe usate? Ora c’è l’embargo. Quanti stati abbiamo attaccato senza che nessuno chiedesse nulla dal 2001 in poi? Quanto abbiamo impiegato per decidere di entrare in guerra in Libia? Fino a una settimana fa c’era, sui giornali locali, una odiosa freccia verde che mostrava la ripresa delle città ribelli da parte dell’esercito regolare del colonnello. Verde, come la speranza, l’avevano messa! Quanti morti servono per mettere in moto la Nato? Mille? Cinquemila? Diecimila? Uno tsunami di morti?

E poi quella centrale, i cui omini sono già verdi, come gli alieni, da quante radiazioni si sono ingoiati. Fukushima mi ha fatto ricordare un fumetto giapponese che leggevo da piccolo, Golden Boy, dove tra scene di sesso ed erotismo una donna di nome Yoko si chiedeva perché il Giappone si stesse suicidando con il nucleare dopo aver subito le bombe atomiche. La bella Yoko, grossi seni e gambe lunghe, aveva ragione. Ora evacuiamo.

E’ questa stupidità quella che soffro: quella delle guerre, delle centrali nucleari che subiscono un malfunzionamento. Soffro le morti per cui i responsabili esistono e hanno un nome: umanità.

E poi le persone dicono: io non voglio la guerra, io non voglio il nucleare, io non voglio, io sono buono/a e intanto, tutti insieme, ce ne fottiamo, se il mondo va a fuoco. Bastava ascoltare la bella Yoko, forse eccitarsi per le scene di sesso, ma leggere con attenzione quelle vignette. Bisognava leggere le vignette.

Giulio

Spingarde di Flanella – Primo episodio

Se vi siete perdutamente (e comprensibilmente) innamorati alla follia del film Pistole di Flanella e della puntata pilota del fumetto che ne è l’ideale prequel, allora è con sommo orgoglio che vi si propone il primo episodio di Spingarde di Flanella!

Spingarde di Flanella

Lo so, molti di voi ancora non hanno avuto la fortuna di vedere il cult movie “Pistole di Flanella” nonostante sia disponibile gratuitamente su YouTube da due anni. Ciononostante rendo disponibile la puntata pilota del fumetto che ne ripercorre le origini dei personaggi che hanno fatto sognare, innamorare, lottare tante persone in tutto il mondo: Ramòn Gutierrez, Joe Mannaia, i fratelli Corleone e Boris Caiman Boris…

Ecco a voi l’introduzione di “Spingarde di Flanella” (cliccate qui sotto e commuovetevi)!

– Nikolo