Colpa tua (sempre e comunque)

Venerdì sera, una coppia di amici di amici, genitori di un bimbo di un anno e mezzo.
Lei (riferendosi al compagno): “Ma sapete che lui non cambia mai i pannolini?”
Amico 1: “Proprio mai mai?”
Lei: “Mai! Cioè, per cambiarli dev’esserci una situazione di emergenza, tipo che io devo stare a 100 km di distanza!”
Lui: sorride leggermente imbarazzato
Amico 2 (rivolto a lei): “E’ colpa tua”
Lei: espressione di sconforto e stupore
Amico 2: “Sì, è colpa tua. Sei tu che l’hai abituato così”.

Ora, proviamo a ragionare: se il maschilismo è un problema di asimmetria di potere che si dispiega nella società nel suo complesso, e se risulta dunque irriducibile alla psicologia individuale di donne e uomini presi singolarmente, bisogna sì cambiare ciascuno in prima persona ma al contempo modificare il contesto micro e (prima o poi, si spera) macro sociale. Allora sarebbe forse il caso di cominciare proprio nel micro, sanzionando negativamente gli uomini che adottano comportamenti maschilisti.
Mi sarebbe piaciuto, per esempio, che l’Amico 2 avesse esclamato (rivolto a lui!) qualcosa del tipo: “Ma non ti vergogni?” oppure “Non ti facevo così maschilista!”.
A forza di ricevere messaggi di questo tipo, forse, quel papà svogliato qualche pannolino ogni tanto l’avrebbe cambiato.

Arianna