Non abbastanza lontano

 

Mi hai fatto del male
e non me l’aspettavo.

Forse ti ho idealizzato e speravo
in carezze come fai con gli amici
e non che mi “trucidassi”
come fossimo nemici.

Mi hai spezzato il cuore
e, senza far rumore,
mi hai lasciato sola nella confusione.

Mi rimprovero l’ansia, il non aver respirato
e di averti permesso di togliermi il fiato.

Ripenso a me sdraiata sul divano
e a quanto quel pianto non sia ancora lontano…

 

Testo: Filiderba
Foto: Serena

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Io e il mare

Ospitiamo su Aironi un’amica, Filiderba 🙂

Ti ho trovato e non riuscivo ad andarmene, mi sembrava di non averti guardato abbastanza
e non riuscivo ad andare via da te e dall’ultima spiaggia in cui avevo scelto di andare.

Solo negli ultimi giorni sono riuscita a spostarmi meno
e starti di fronte.

 

In verità l’ultimo giorno ti ho condiviso con il vino perché non è facile stare sola con te.

Eri il mio ultimo pensiero la notte e il primo al risveglio.
Poi c’erano gli altri.
E che bello fossi tu il primo pensiero e non chi il mare non me lo ricorda più.

 

Una riflessione sulla maschilità

Cari Aironi,

vi invito a leggere questo bel post che un caro amico ha scritto per l’associazione “Il Cerchio degli Uomini“, sulla scia delle emozioni suscitate da una serata di condivisione.

Buona lettura!

Arianna

Écotourisme parisien

024Une entreprise de traitement d’eau fluviale s’installe à Paris. Le projet : purifier et embouteiller toute la masse hydrique de la Seine. Le but : vendre à l’étranger les bouteilles d’eau parisienne à des prix exorbitants.
Les parisiens accepteront-ils le barrage et le vidage de leur fleuve légendaire ? L’entreprise entend destiner une partie des bénéfices à l’intérêt général. D’abord elle promet d’élargir les surfaces habitées. Adieu les appartements minuscules. Tout le monde aura plus de place pour soi sans que cela se traduise dans moins de place pour les autres. Ensuite elle annonce la suppression des heures de pointe. Adieu les embouteillages et les boîtes à sardines. Les habitants pourront se réunir en famille après le travail sans devenir des obstacles les uns pour les autres. Enfin, l’entreprise promet le contrôle météorologique. Adieu les grisailles et les pluies. Désormais celles-ci se feront par référendum, à la demande des grands réalisateurs. Comme le succès de la marque dépend du prestige de Paris, l’entreprise encourage les séjours touristiques et la mise en valeur de la personnalité de la capitale. D’abord seront repérés les traits de la vie parisienne qui font sensation à l’étrager. Ensuite des initiatives seront mises en place pour accentuer et pour généraliser ces aspects de la ville. Lassée des mesquineries des politiciens, la population ne peut que succomber pleine d’enthousiasme à ce programme ambitieux et porteur d’avenir. Les différentes initiatives du projet entrent en phase d’exécution.
Cependant, la classe politique conspire contre le projet. Des experts scientifiques rendent insignifiantes les promesses de l’entreprise. En réalité, l’élargissement des appartements sera deux fois plus grand, affirment-ils, les déplacements en heure de pointe se feront par télétransport, même les nuits seront supprimées pour mieux profiter de la splendeur permanente. Perplexe, la population se divise alors en deux camps. Progressivement, la classe politique finit par l’emporter. Le programme de l’entreprise est d’abord interrompu, ensuite abandoné.
Des promesses des politiciens rien ne reste aujourd’hui. Quant à l’entreprise, en revanche, on retrouve les traces des initiatives avortées dans les ruelles du Quartier Latin, aux allentours du Sacré Cœur et dans le style hautain de certains garçons de café.

***

Un’azienda di trattamento delle acque fluviali apre una filiale a Parigi. Il progetto: purificare e imbottigliare tutta la massa idrica della Senna. L’obiettivo: vendere all’estero le bottiglie d’acqua parigina a dei prezzi esorbitanti.
I parigini accetteranno la chiusura e lo svuotamento del loro fiume leggendario? L’azienda intende destinare una parte dei guadagni all’interesse generale. Anzitutto, promette di ampliare le superfici abitate. Addio agli agli appartamenti minuscoli. Tutti avranno più spazio per sé, senza che questo si traduca in meno spazio per gli altri. Inoltre, l’azienda annuncia la soppressione delle ore di punta. Addio agli ingorghi e alle scatolette di sardine. Gli abitanti potranno stare in famiglia dopo il lavoro senza diventare degli ostacoli gli uni per gli altri. Infine, l’azienda promette il controllo metereologico. Addio ai cieli grigi e alle piogge. Oramai queste ultime si faranno per referendum, su domanda dei grandi registi. Poiché il successo del marchio dipende dal prestigio di Parigi, l’azienda incoraggia i soggiorni turistici e la messa in valore della personalità della capitale. Anzitutto saranno identificati i tratti della vita parigini che fanno sensazione all’estero. In seguito, verranno organizzate delle iniziative per accentuare e per generalizzare questi aspetti della città. Stanca delle meschinità dei politici, la popolazione non può che soccombere piena di entusiasmo a questo programma ambizioso e portatore di avvenire. Le diverse iniziative del progetto entrano nella fase esecutiva. Tuttavia, la classe politica cospira contro il progetto. Alcuni esperti scientifici rendono insignificanti le promesse dell’azienda. In realtà, l’allargamento degli appartamenti sarà due volte maggiore, affermano, gli spostamenti all’ora di punta si faranno per teletrasporto, anche le notti saranno eliminate per godere meglio dello splendore permanente. Perplessa, la popolazione si divide allora in due campi. Progressivamente, la classe politica finisce per avere la meglio. Il programma dell’azienda è prima interrotto, poi abbandonato.
Delle promesse dei politici oggi non resta più niente. Quanto all’azienda, invece, si vedono ancora le tracce delle iniziative abortite nelle viuzze del Quartiere Latino, nei pressi del Sacro Cuore e nello stile altezzoso dei camerieri.

Martin

Vicissitudes du multiculturalisme

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Ce sont les autres qui ont une intonation, pas moi.
Je quitte le village et m’installe en ville. Les citadins me disent la même chose: c’est moi qui ai une intonation, alors qu’eux, ils n’en ont pas.
J’apprends leur intonation pour éviter les moqueries. Quelque temps plus tard, les citadins me disent que l’intonation des natifs de mon village était bien jolie. Pour mériter leurs éloges, je la réapprends.
Finalement, j’ai bien une intonation, une intonation respectée. Eux, ils respectent mon intonation, mais ils continuent à penser qu’ils n’en ont pas.

***

Vicissitudini del multiculturalismo

Sono gli altri che hanno l’accento, io no.
Lascio il paesino e mi trasferisco in città. Gli abitanti della città mi dicono la stessa cosa: sono io che ho l’accento, mentre loro, non ne hanno. Imparo la loro parlata per evitare le prese in giro.
Qualche tempo dopo, i cittadini mi dicono che l’accento di chi è originario del mio paesino era molto bello. Per meritare gli elogi, lo re-imparo. Alla fine, ho un accento, un accento rispettato. Loro, rispettano il mio accento, ma continuano a pensare di non averne

Martin

Fotografia: Gegio

Science is open

The history of social forms is a succession of modes of production including capitalism relies on a particular spirit made of beliefs and ways of acting are essential to religion while gatherings renew collective consciousness is not required by the habitus in order to guide action that takes place in situations of copresence imposes obligations to the actor networks associate objects and persons are defined by the me and the I don’t really see the point in sociology

Martin

Rughe

crudele la domenica mattina –IMG_1103
solo certe domeniche – la luce:
colpisce a tradimento da quei vetri
la polvere in granelli svolazzanti,
va a prendere la crepa del soffitto,

lo strappo nella gamba del pigiama;
ti spiega che anche nella settimana
la casa vive con o senza te.
ti svela piani che hai dimenticato
di riassettare e di pulire bene.

lo specchio poi, domenica mattina,
a volte si accompagna con la luce
e vedi pieghe che non ricordavi
tra un sopracciglio, il mento e la basetta.
si chiamano, comunemente, rughe.

e mentre fai la barba, senza fretta
di uscire fuori a accendere il motore,
pensi che puoi sopportare la luce,
la polvere, le rughe, la calvizie,
perché è come guardarti in una foto:
dipende da chi l’ha fatto, l’amore.

Diego

Dinner at the parents’ house

One night in Teheran we were invited by Farahmand’s parents to their place, together with Forough and Sadraa. Of course, food was extremely delicious. The mother had prepared yummy dishes: soups, salads, meat with vegetables, rice (white and yellow), and many more!
A part from the food, it probably was the most moving moment of the trip. We brought Farahmand’s greetings to his parents and his sister, whom he was not being allowed to see for many years, and we told them about their son’s and brother’s life in Torino. At one point everyone was crying.
The regime can persecute people fighting for freedom, torturing them in prison or sending them away. But they can not prevent freedom ideas from spreading, and people from talking (and becoming aware). And that dinner was a proof of that. Thanks to the dramatic and courageous choice of Farahmand.

Francesco
Re-blogged from: viaggio in Iran

Fruit in the bazar

The small bazar we went in Teheran was a very fascinating experience. Why? Because we were with Forough and Sadraa who made me taste the foods on the stalls that I could not recognize! Fruits in particular, which I loved. Als also because it was small and crowded, and being there was like breathing real local life.

Francesco
Re-blogged from: viaggio in Iran

Eating positions

In my experience, Iranians enjoy eating on the floor. Or, better said, on the carpets which are on the floor. Which means you end up having your feet at the same level of the dish! It often happened when we were in our friends’ houses and also in traditional restaurants. To tell the truth, I find more confortable to eat with the help of a chair and a table, without the need to change position every five minutes because your back or legs hurt. In this regard, I strongly believe that the European way is superior (as fork and knife are clearly superior to sticks). 🙂

Francesco

Reblogged from: viaggio in Iran