Nascita (2) – Canto della autocoscienza

Che fa qui

ad avvizzire tra le crepe del giorno?

Qual è il tuo scopo volgare

e quello sublime?

Quante frecce conti nell’arco della vita

e di quali ammanchi per fare centro?

Cosa ti nascondi, ancora

e quali confessioni, quali bisbiglii

ti sei concesso negli anni?

Ed anche:

sai perché sei nato?

Stai bene incastonato nel reale,

in questa slabbratura vergine del cielo?

Oppure ti manchi

ti manchi terribilmente?

Se anche tu ti mancassi…

 

Ti sono accanto.

Sai, accanto

ti sono inutile come un firmamento

nella notte acerba del mondo

nella notte senz’occhi,

se per niente ti manchi

se per nulla ti cerchi.

20140406_171436

Foto: Algarve 2014

Giulio

Il canto delle gru

Insegnami la distanza
tra i nostri due centri
allungati stirati – lo vedi? –
non uno, non uno
due cerchi
due pance
ragazze
che ridono insieme.

Insegnami la vicinanza
tra questi due poli magnetici,
io non capisco più,
sbatto la testa
soffro sai se si respingono!?
E allora vorrei dire basta!
smettere di avvicinarmi
quando mi allontani,
sì! smettere di farlo
addio.

 

poesia a più autori

Arianna

Giacomo