Il Maestro specchio e l’allievo fabbro

Nello specchio d’acqua
il mio vero volto.

Sono
l’unico
fabbro
di me stesso.

Giacomo

correlazione inversa: sarà vero?

Sembra ci sia una correlazione inversa tra capacità logico-matematiche e capacità emotive-affettive. Per questo è comune che chi sa risolvere angusti problemi logico matematici sia un totale emerito incapace a risolvere quelli emotivi sentimentali. Della serie, capisci i numeri ma non capisci il tuo cuore.

Giacomo

Marinaio

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In balia delle emozioni

il marinaio è naufrago,

palla da biliardo

sul tavolo non suo,

complice del suo ozio

l’esser là senza remi.

Perchè sei partito,

mi chiedo, se stai come me?

Oggi dormo randagio:

non ho un tetto

e tutto mi piove.

Giacomo

E in quel profumo…

Quanto desiderio di non essere solo.
Non è poesia, è traccia in me.
Desiderio di sentirmi parte di un amore sconfinato.
Luce, tra Luci, vere di vita vera.
E in quel profumo…
Ho visto per qualche istante i prati elisi,
e c’eravamo tutti e tutti nel sorriso d’oro del Raggio…
Che il Sole illumini ovunque, dice l’anima.
Che il Cielo, l’ascolti.

Raji

lentischio

potrei per sempre
essere fiore in un vaso
ma sarei finto
o invecchierei secco

o tutto o niente
e questo mi distrugge
peggio della morte
l’addio per sempre

Giacomo

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translation

I could forever
be flower in a vase
but I would be fake
or I would age withered

all or none
and that destroys me
worse than death
a goodbye forever

Babylon

Legge che governa,
ora il vassallo
si atteggia da Re:
l’economia impera.

Il Re attonito
lascia che accada
è sceso dal trono
non se n’è accorto.

Come può l’uomo
governare Dio?
Come può l’economia
regnare sull’uomo?

La natura
sbalordita
osserva
questo
assurdo,
il denaro
ne si atteggia
a padrone.

Giacomo

Collage N.2

Pezzi e frammenti ritagliati dai giornali di una vita, staccati, immortalati, riposizionati per un dipinto di parole, un collage appunto, se si vuole. Accozzaglia forse, forse un frullato, dolce a volte amaro, avaro spirito, che resta, che è, immagine-suono di un momento, una camera magmatica per uno spruzzo di parole a schizzo, scoppio estrusivo sulla mia Pompei.

Strano, son qui che mi chiedo
cosa succede all’uomo slancio
che ha perso il vento, vela sgonfia,
ma non i remi né la goletta.

Su per la collina il sole si tuffa
mi svuota il cuore che non sa
gioca l’amaro del piombo
a ridestarmi dai sogni, son qua.

Prendi un nastro, pellicola di videocassetta, quelle che non ci son più. La guardi, un tipo si sveglia, si stiracchia, fa colazione, cereali dell’orso balù. Apre un libro, poi non si sa, righe nere, lo schermo salta, “valà”, si riaggiusta, e di nuovo ricomincia, così pare, stessa scena, lo stesso tipo si sveglia, fa colazione, di là. Indugia già il baluginare incomprensibile d’eventi melliflua continuità, però… è vestito diverso, forse un altro giorno. Apre un libro, poi lo schermo salta, eccolo là, e di nuovo da capo, uffa, è così, ma dei dettagli sempre diversi ce li ha. Un collage di secondi, primi minuti di ogni giorno. Lui si risveglia costantemente, lentamente, diversamente, è così, coraggiosamente, deludentemente, svogliatamente, energicamente, gioiosamente, tristemente, dal sonno lento letargo soporifera sabbionara mobile di una vita, questa qua per perdersi in una giornata, evviva, goccia dall’otre: rubata mistica realtà.

Giacomo

Rimini-Brennero. Brennero-Rimini

Rimini-Brennero. Brennero-Rimini.
Penso alla stazione di Bologna e subito mi chiedo se la mia vita qui non sia solo una pausa fra quel treno del ritorno, diretto a Rimini, e quello in partenza per il Brennero.
Se penso a te, anche se sei al mio fianco, ti ricordo con la valigia rossa, il tuo giaccone pesante (a Trento è più freddo), e la sigaretta in bocca mentre aspetti il treno. Hai l’espressione di chi vuole sbrigarsi in fretta di un dovere ricevuto all’ultimo momento o, forse, programmato da anni.
Eppure tutto ciò che passa in mezzo a questi momenti non esiste. Esiste solo quell’attesa al binario, trascorsa a guardarsi in giro, a schivare i colombi, a controllare l’ora, a  lamentarci del servizio delle ferrovie italiane.
Penso poi alla stazione di Trento e subito mi chiedo se la mia vita ora lì non sia solo una pausa fra quel treno in partenza per il Brennero e quello del ritorno, diretto a Rimini.
Eppure una vita lì c’è stata, anche se adesso ne ho solo un ricordo vago.
Mi guardo e mi vedo lontana, lontana da ciò che era e da ciò che è.
Potrei passare intere giornate chiusa in casa. Ma che città c’è fuori?
Ti ho vicino, a pochi metri di distanza, ma non faccio che pensarti alla stazione.
Del resto non ho altri immagini di te, di noi, non così forti.
Penso di nuovo alla stazione, a una qualsiasi stazione italiana, e mi chiedo se la mia vita non sia solo su quel treno.
Non importa il senso di marcia. Rimini-Brennero. Brennero-Rimini.

Nikka Visconti

Ginepro di carne

Così.
Quel ramo di spine e di bacche
che una vipera gli striscia le radici
cocciuto che non molla la presa
lassù, coi denti, il ginepro tra le rocce.

Eppur ha freddo e beve di rado,
coraggioso arbusto che resisti
che il sole bacia più da vicino
che il silenzio del vento prima avvolge.

Così.
Che nel mondo resisti e contempli
che soffri e stringi i pugni
per quel raggio al mattino presto
che ti evapora le lacrime di rugiada.

Fatto che stai là e che vivi
che non lasci che ti si viva
che la comprensione presto ti nutre
l’amore d’aria della fotosintesi.

Giacomo

Sebbene tu…

Sebbene tu sia il mio cuore
il mio cuore non è pieno di te
Sebbene tu sia il mio cuore
il mio cuore non ha pace.

Sebbene tu non sia il mio cuore
il mio cuore non smette di pensarti
Sebbene tu non sia il mio cuore
mi chiedo dove sei, e cosa fai.

Dimmi chi sei
tu che sei nel mio cuore
e dimmi anche cosa hai visto laggiù.

Dimmi chi sei
te che ancora non conosco
e dimmi anche cosa non ho visto laggiù.

Si ringrazia della collaborazione Marco Deanesin