Limite (2)

Mi dispiace, ti penso, senz’altro il tempoIMG_3383
il tempo
senz’altro.

Quanto, poco, le cose che posso possiamo
la rabbia, dici anche la rabbia, certo
e non sai dove, come
inaccettabile, hai ragione.

Sperimento il limite:
vorrei
non posso.

Arianna

Foto: Isola Polvese, Umbria 2014

 

 

limite (1)

(…) Si affacciava alla finestra tutte le mattine, senza sporgersi mai. Non vedeva niente, sempre dalla stessa finestra. Non cambiava punto di vista, né prospettiva: voleva essere l’habitué della fermezza, equivocando coerenza con immobilismo. Fermezza con coerenza. Equivoco con trasformazione. Non vedeva niente, ma questo non lo disturbava. Qualcuno aveva scelto di ornare quella cornice di piante grasse e erbe aromatiche, vegetazioni utili per chiunque avesse avuto naso per la vita manifesta della natura; non era il suo caso, non voleva che lo fosse. Preferiva la fine delle cose, le cose finite: solo nella fine si spalanca l’inizio, un orizzonte luminoso dietro il limite dei tetti, il profilo delle montagne nelle giornate terse. Dove tutto finisce per l’occhio, lì è il limite matematico, quel confine in tensione verso l’irraggiungibile, l’asintoto dello sguardo, una foglia di menta che scopri nuova, sull’inutile cornice delle cose. (…)

Nascita (7)

 

Stella Morra  scrDSC_0198ive che noi non nasciamo noi stessi. Se siamo fortunati moriamo noi stessi. E la vergogna che sovente ci capita di provare è la cifra della distanza tra noi e noi stessi. Questa è la prima conseguenza del peccato: la fatica di diventare se stessi. Ma Dio ha detto una Parola di benedizione. Non è opera impossibile diventare sé, e sposare la propria vita.

Nadia

 

 

Foto: Parigi 2013

Nascita (6)

Lasciar spazio all’inatteso come una cicatrice di 12 punti

Naturale violenza primordiale

In precario equilibrio tra la vita e la morte

DSC_0243_2Scoprirsi genitori non per atto di volontà ma per accettazione

Scoprirsi genitore e riconoscersi intimamente figlia

Lasciarsi nascere nuovamente

Accogliere il limite della vita

E di questo farne la propria felicità.

 

 

Nadia

 

Nascita (5) – Mettersi un estraneo in casa

Una donna, mamma di due bimbi:
“Io lo dico sempre ai miei figli, che non è obbligatorio né sposarsi né metter su famiglia! E lo penso davvero… diventare genitori… non è per tutti. Un figlio, una figlia può venir fuori… come non te l’aspetti… può anche non c’entrare niente… Alla fine è… è come mettersi un estraneo in casa”.
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Arianna

Foto: Mosca 2012

nascita (3) – figli di provetta ignota

Chissà che cosa racconteranno, un giorno, a quelli che saranno due adulti e le cui sequenze geniche già ora, pur non essendo ancora nati, hanno già abbondantemente sorpassato il loro quarto d’ora di popolarità warholiano, occupando pagine web, quotidiani, rotocalchi e tra un po’ anche fanzine. Chissà se diranno loro che sono nati da un errore, da una provetta scritta male, da un caso di malasanità e pure in un ospedale intitolato ad un uomo nobile di questo paese. Chissà come glielo diranno. Chissà se quei due individui, o anche uno solo dei due, farà il biologo o il ricercatore o quel mestiere l’avrà in odio perché qualche biologo, da qualche parte, deve aver commesso l’Errore. Chissà se saranno amati di meno, per questo.

Embryo selection for IVF light micrograph

Nascita (2) – Canto della autocoscienza

Che fa qui

ad avvizzire tra le crepe del giorno?

Qual è il tuo scopo volgare

e quello sublime?

Quante frecce conti nell’arco della vita

e di quali ammanchi per fare centro?

Cosa ti nascondi, ancora

e quali confessioni, quali bisbiglii

ti sei concesso negli anni?

Ed anche:

sai perché sei nato?

Stai bene incastonato nel reale,

in questa slabbratura vergine del cielo?

Oppure ti manchi

ti manchi terribilmente?

Se anche tu ti mancassi…

 

Ti sono accanto.

Sai, accanto

ti sono inutile come un firmamento

nella notte acerba del mondo

nella notte senz’occhi,

se per niente ti manchi

se per nulla ti cerchi.

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Foto: Algarve 2014

Giulio

Nascita (1)

“Da ateo posso dire che nascere è un miracolo”
scrisse un amico appena diventato papà.IMG_2499

Conosco alcune pance, grosse, con dentro bambini e bambine: nascituri.
I (quasi? già?) genitori mi parlano di curiosità.
E di paure.
Dicono: “Boh! Cambierà tutto… non sappiamo come!”.

Nascita vuol dire che comincia a esistere qualcosa di nuovo.
Proprio nuovo nuovo, roba mai vista prima.

Siamo tutti nati, almeno una volta.

Arianna

Foto: Guimaraes 2013