Limite (2)

Mi dispiace, ti penso, senz’altro il tempoIMG_3383
il tempo
senz’altro.

Quanto, poco, le cose che posso possiamo
la rabbia, dici anche la rabbia, certo
e non sai dove, come
inaccettabile, hai ragione.

Sperimento il limite:
vorrei
non posso.

Arianna

Foto: Isola Polvese, Umbria 2014

 

 

limite (1)

(…) Si affacciava alla finestra tutte le mattine, senza sporgersi mai. Non vedeva niente, sempre dalla stessa finestra. Non cambiava punto di vista, né prospettiva: voleva essere l’habitué della fermezza, equivocando coerenza con immobilismo. Fermezza con coerenza. Equivoco con trasformazione. Non vedeva niente, ma questo non lo disturbava. Qualcuno aveva scelto di ornare quella cornice di piante grasse e erbe aromatiche, vegetazioni utili per chiunque avesse avuto naso per la vita manifesta della natura; non era il suo caso, non voleva che lo fosse. Preferiva la fine delle cose, le cose finite: solo nella fine si spalanca l’inizio, un orizzonte luminoso dietro il limite dei tetti, il profilo delle montagne nelle giornate terse. Dove tutto finisce per l’occhio, lì è il limite matematico, quel confine in tensione verso l’irraggiungibile, l’asintoto dello sguardo, una foglia di menta che scopri nuova, sull’inutile cornice delle cose. (…)