Dunque così

Dunque così
fragile
la felicità, questa terrena
fatta di corpi
vivi, a fare cose
anche noiose
come pagare bollette
e parlare
con l’operatore numero venti
che risponde dall’Albania,
corpi in movimento
a mettere senso
nel mondo,
corpi che poi
di colpo
e presto, troppo.

Come fare, dove
trovare la forza
per arrivare alla fine
della giornata,
della notte?

Un pensiero
basterebbe forse
un pensiero.

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Finché c’è tempo

Come un libro abbandonato sul tavolo

impolverato e mai letto:

il sentimento arginato nel petto.

Perché la vita troppo spesso ci sopravanza,

e il non detto rimane

come un’ombra di suono nella stanza vuota.

Come si fa (per Irene)

Come si fa
a lavarsi i denti
allacciarsi le scarpe
apparecchiare la tavola
scendere e salire
le scale.

Come si fa
a sopportare la bellezza
che ostinata esiste
a perdonare le cose
rimaste in piedi
e i bambini
nati
proprio adesso.

Come si fa
a stare
in tutte le prime volte
senza di te.

 

Irene se n’è andata, non sappiamo dove ché altrimenti l’andremmo a cercare.
Non c’è più ma c’è stata, anche qui, su Aironi di carta, come zampine.
Un motivo in più per pensarla da questi cieli

Ciao, Irene.

Non mi avevano avvisata

Non mi avevano avvisata
che avrebbe fatto male
una puntura, qualcosa
di sottile e tagliente
a lacerare tessuti
le nostre ultime difese.

Non mi avevano avvisata
che saremmo sprofondati
nel tuo bozzo primitivo
di necessità e urgenza
nudi come
animali selvatici.

Non mi avevano avvisata
e ora che ci sei
abbiamo tutto
da perdere.

Foto: Iran 2018

A piedi nudi

Cammino in un giorno di pioggia nella mia città.
L’acqua entra nei sandali e penso a come sarebbe camminare a piedi nudi.
Probabilmente sceglieremmo dove è meglio mettere i piedi, un po’ come fanno i cavalli quando escono in passeggiata e forse strade e mari sarebbero più puliti.
Porremmo più attenzione ai nostri passi, con meno distrazioni, meno telefoni alla mano ma solo presenti a sentire il terreno, la temperatura e a guardare la nostra strada.

 

Un amore imperfetto

Ti amerò
d’un amore imperfetto
condizionato senz’altro
dalla stanchezza
dall’umore

vorrei promettere
cose impossibili
come “sempre”
“mai e poi mai”

invece so
non basteranno
le mie mani zoppicanti
a colmare la distanza
contenere i vuoti.

Che tu possa trovare
la strada
verso un mondo più grande.

 

Foto: Lisbona 2017

Un porto sicuro

Un porto sicuro
lo cerchiamo
tutti
ché le onde
non solo nel mare.

L’acqua che avvolge
e uccide
è forse meno crudele
di questi sguardi
a indagare un bisogno evidente:
posso stare qui, con voi?

Foto: Sicilia 2011

la felicità non appartiene

Al caldo si scioglie
la colla che tiene
i frammenti delle nostre
intenzioni, cede fragile
la tela delle nostre felicità
pensate, l’orizzonte stabile
nella distanza, nel mezzo
tra essere e avere resta
fare, abbandonare il pensiero
alle nostre attività, vita.

g.