Guerra bianca in Adamello

Solitaria muta notturna cade

quietamente sulle antenne e i camini,

paziente riavvolge i nostri destini

ad un passato di case più rade.

Adesso l’inverno cupo c’invade

noi coi fucili, gelate le mani

tra lacrime d’aria e scoppi lontani

lassù sulla cima, che li nasconde.

Cristalli di odio nel cielo e di pietra

sepolta sotto la coltre di lei

che prima di sciogliersi ancora indugia

e come una vita fattasi goccia

scivola giù tra ricordi non miei

di un uomo morto di neve e di guerra.