Ho ferito chi amo /2

Val Sessera 2017

Ho ferito chi amo.

Non amassi, forse,
chissà, non so
dunque
amare senza?

Ho ferito per rabbia,
per abitudine,
per farti sentire
quanto fa male.

Ho ferito per vedere
se resti, se davvero
puoi
amarmi, anche così.

Ho scoperto che sì:
tu, ma io?

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Influenza

Anche quest’anno
inizia l’autunno e io
a Milano, mi ammalo
stupita, quasi
offesa: ma come,
così, senza preavviso,
con tutte le scadenze,
i lavori da finire!

“Cosa posso fare?”
chiede la mia impazienza
e tu, saggio, pieno
d’amore, dici la verità:
“Niente, aspetti”.

Foto: Nadia Lambiase

 

Ho ferito chi amo

Ho ferito chi amo.

È stato
facile: avvicinarsi,
aprire la bocca,
spingere fuori
una manciata di parole.

È stato
veloce: in tutto,
credo,
pochi secondi.

E ora che è passato
un giorno
siamo qui,
con gli occhi umidi
a fissare quelle parole.

Cinque parole che stanno.

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Foto: Lisbona 2017

Il punto in cui fa male

C’è un punto, da qualche parte,
qui con me, in cui
ti sei accoccolato
ti sei acciambellato
hai fatto il nido
hai fatto la tana
te ne stai lì, fermo
a tremare di paura
a piangere di rabbia
per il dolore del mondo
che ti attraversa come spilli.

Restiamo appiccicati, a premere
forte
le nostre parti morbide, aperti
come ferite, ad ascoltare
il suono delle mie mani
che ti accarezzano i capelli:
fruscio di vento tra le foglie.

 

Foto: Nadia Lambiase

 

Di te amo

Di te amo
il respiro
dentro e poi
fuori: è tuo
il fiato che mi calma.

Di te amo
la rosa dietro,
sulla nuca, segno
di tempi che non ricordo
e solo ora tocco
come sei
piccolissimo.

gattino-marocchino

Di te amo
quando mi guardi e stai
tutto
con me.

Dichiarazione

IMG_20140219_204733Vorrei dire far sapere che ci sono
nel mondo
pieghe sul tuo collo ci sono
dita ondulate
le tue
increspate appena fanno su giù
ci sono poi occhi
come il cielo a volte
grigi a volte blu, ci sono
le tue ginocchia con l’osso in avanti
e un sorriso a metà.

Ci sono tutte queste cose
e ci sei tu.

Arianna

Foto: Nadia Lambiase

Un amore felice

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Uno di quelli di poche parole. Poche, ma ripetute: “Amore?” “Amore!”, e han già detto tutto.
Uno di quelli canterini, che cambiano i testi delle canzoni e cantano cantano canticchiano, anche se stonati.
Uno di quelli che, se sanno fischiare, fischiettano pure.
Uno di quelli che si raccontano in due, io e te, ma in pubblico diventan timidi, e tutti rossi.
Uno di quelli che si scrivono su bigliettini da nascondere nei cassetti, in frigo, sotto al cuscino.
Un amore di quelli con la testa appoggiata, attorcigliati per farsi più piccoli e chiedere: “Mi porti con te?”.

Arianna

Foto: Nadia Lambiase

A te

flowers-72235_640A te, che a me nascondesti il sonno.

A te,

che di noi lasciasti l’ombra piegata

e di ombre

versanti aperti all’orizzonte.

A te,

che d’amore ho visto il punto

la mia anima ti gradisce sottopelle

disincastro le mie porte davanti alla

tua involontaria bellezza, lasciando

che la linea brillante delle convinzioni

si rianimi sotto un cielo sterminato

oceano di parole che ci ha

seppellito millenni fa.

© Amor et Omnia