Antroproduzione: l’Elettroscrittura

THE PURPOSE OF NEWSPEAK WAS NOT ONLY
TO PROVIDE A MEDIUM OF EXPRESSION FOR
THE WORLD-VIEW AND MENTAL HABITS
PROPER TO THE DEVOTEES, BUT TO MAKE ALL
OTHER MODES OF THOUGHT IMPOSSIBILE.
1984 – Orwell

In un rapporto redatto dal Secondo Reparto nel febbraio del ’90 viene riportato quanto segue: […] I dati raccolti dimostrano quindi come sia fondamentale porre attenzione ai processi legati alla lingua parlata e scritta e alle sue modificazioni: agendo su questo fattore, negli anni a venire sarà possibile una drastica semplificazione dei processi di pensiero (*1).

Gradualmente emerse in tutta la sua importanza il tema della lingua e delle implicazioni legate alla mente degli esseri umani. Studi successivi si spinsero ad affermare come il controllo della lingua fosse l’unico vero mezzo abile per la correzione del pensiero.

L’Elettroscrittura fu la conseguenza tecnologico-pratica di tali teorie. Venne implementata su dispositivi già utilizzati dalla popolazione, al fine di coinvolgere facilmente un grandissimo numero di soggetti umani. Nel ’92 fu creata una Applicazione per Rettatile che permetteva per la prima volta di inserire nello strumento un testo breve e di inviarlo ad un’altra persona. In questo modo si raggiungevano due risultati: una raffinata possibilità di modificare la lingua scritta e una ulteriore spersonalizzazione dei rapporti umani a distanza (*2).

Il processo di Elettroscrittura doveva avere caratteristiche ben definite, che furono vagliate minuziosamente dall’equipe di Philips prima della diffusione dell’Applicazione. Il processo doveva avvenire rapidamente, così da evitare una inutile sovrapproduzione di pensiero durante l’attività. La possibilità di scrittura doveva essere limitata a circa 250 caratteri, per limitare lo spazio di pensiero e la strutturazione del testo. Quando il Primo Reparto vagliò la proposta restituì un parere favorevole, ma ridusse il numero di caratteri a 165 (*3).

La brevità permetteva inoltre la standardizzazione dei contenuti e delle forme di linguaggio. Era così possibile eliminare le parole lunghe in favore di quelle corte, le forme desuete per incentivare quelle più semplici, contrarre e impoverire la terminologia. Il motto a cui si ispirava questa politica era: semplificare la scrittura per semplificare la lingua, semplificare la lingua per semplificare il pensiero.

Il successo di questa politica emerse dal Rapporto di Disviluppo del ’96: il numero di parole conosciute in media dai soggetti campione era già diminuito del 13% rispetto al ’90, a fronte di un CdC inferiore di 4 punti percentuali.

Pochi anni dopo il lancio dell’Elettroscrittura, l’equipe di Philips inventò una Applicazione migliorata chiamata subdolamente Dizionario. Il Dizionario era un software di aiuto e correzione della scrittura. Grazie al Dizionario la velocità di scrittura aumentò di oltre il 100%, poiché le parole venivano composte sul Rettatile in modo innovativo. Attraverso il Dizionario era anche possibile suggerire le parole più adatte (e semplici) per esprimere un dato concetto, soprattutto attraverso termini chiave atti a svuotare le sfumature di contenuto. Pensieri articolati rendevano il Dizionario praticamente inutilizzabile, eliminando sul medio periodo il desiderio di comporre il pensiero stesso.

Tra il ’96 e il 2000 il numero medio di invii giornalieri aumentò a dismisura, passando da 15 a oltre o 100 messaggi al giorno per persona. Questo fu reso possibile grazie alla creazione di campagne ad hoc e alla promozione di offerte economicamente vantaggiose volte a ridurre il numero di contatti vocali e a incentivare quelli testuali.

La frattura con il mondo del reale era sempre più evidente.

Note

(*1) Minerbi et al., Lingua e pensiero – Appendice al Rapporto di Disviluppo ’89, 1990.

(*2) grazie all’Elettroscrittura veniva a mancare la componente vocale e l’emotività superflua a essa collegata (Philips K, et al., Nuove Applicazioni per Rettatile, 1992.)

(*3) la Commissione di Finanziamento possedeva il controllo di tutte le maggiori reti di comunicazione e le antenne sul territorio europeo e impegnò a fondo le proprie risorse in questa operazione. La riduzione dei caratteri da 250 a 165 imposta dal Primo al Terzo Reparto durante il vaglio dell’Applicazione per l’Elettroscrittura mostrava la pressione subita dagli alti vertici del CEFALEO da parte della Commissione, che evidentemente era desiderosa di spingere per la produzione di un contenitore umano adatto all’affermazione finale del proprio potere.

Giulio

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Antroproduzione: Rettatile e Rettafono

BACK IN THE FLAT HE STEPPED QUICKLY PAST
THE TELESCREEN AND SAT DOWN AT THE TABLE
AGAIN. THE MUSIC FROM THE TELESCREEN
HAS STOPPED.

1984 – Orwell

Il primo tipo di Rettangolo portatile fu inventato dall’equipe del dott. Philips e prese il nome di Rettatile, dalla contrazione delle due parole. Un Rettatile era uno strumento in grado di far comunicare uno o più esseri umani che si trovassero anche a grande distanza tra loro. In questo modo veniva sfruttato un principio simile a quello della telefonia fissa per ottenere una parziale astrazione della persona dalla realtà circostante in favore di una realtà altra, a maggiore distanza. Grazie alle dimensioni compatte del Rettatile era possibile, agendo sulle mode, fare in modo che tutti si dotassero autonomamente dello strumento e che lo indossassero sempre, senza mai abbandonarlo.

Il secondo tipo di Rettangolo portatile nacque invece dalla deliberata intenzione di sfruttare quanto di più alto avesse prodotto l’umanità pre-cefaleica (*1) per cercare un ulteriore abbattimento del CdC della popolazione. Tale strumento prese il nome di Rettafono e fu creato in tutta segretezza da un ricercatore italiano particolarmente dotato: il dott. Dopi. Dopi costruì uno strumento di piccole dimensioni (*2) capace di immagazzinare e riprodurre la musica. La riproduzione avveniva tramite due casse miniaturizzate, modellate per essere inserite all’interno del condotto uditivo.

Così come il Rettatile, anche il Rettafono permetteva una frattura tra soggetto e piano del reale circostante. Vennero condotti alcuni esperimenti su un campione di 15 ragazzi e 15 ragazze di età compresa tra i 14 e i 22 anni ed emerse chiaramente come, dopo 20 giorni di utilizzo degli strumenti, tutti i soggetti preferissero collegarsi al Rettatile o al Rettafono piuttosto che comunicare con le persone a loro vicine.

Dopi e Philips furono concordi nel completare il software di tali apparecchiature con numerose funzioni chiamate Applicazioni, che permettessero all’utente desideroso di un maggiore distacco dal reale la possibilità di trovare ulteriore distrazione e frattura. In breve periodo ci si rese conto che a questi strumenti mancava ancora una peculiarità fondamentale e cioè una Applicazione che permettesse la scrittura.

Note

(*1) la nascita del CEFALEO segnò un momento di svolta per l’intera storia evolutiva dell’uomo. Grazie al CEFALEO infatti dopo l’84 nelle popolazioni Occidentali si ingenerò un processo disevolutivo permanente, chiamato Antroproduzione. Per questo si distingue tra umanità pre e post cefaleica.

(*2) a pochi anni dai primi Rettafoni i modelli più innovativi erano grandi come un unghia, rendendo evidenti le possibilità di miniaturizzazione. Al tempo però, non era stato ancora pensato un impianto subepidermico.

Giulio

Antroproduzione: inibizione della sessualità

THE AIM WAS NOT MERELY TO PREVENT MEN
AND WOMEN FROM FORMING LOYALTIES. ITS
REAL UNDECLARED PURPOSE WAS TO REMOVE
ALL PLEASURE FROM SEXUAL ACT. NOT LOVE SO
MUCH AS EROTICISM WAS THE ENEMY

1984 – Orwell

Come dimostrarono le ricerche svolte all’interno del secondo reparto del CEFALEO (*1), negli anno ’90 persistevano nella popolazione Europea valori medi del CdC anche superiori al 40% e quindi non soddisfacenti. Il target imposto dalla Commissione di Finanziamento del Centro era ancora ampiamente disatteso (tale obiettivo prevedeva il raggiungimento di un valore medio di CdC<0,25 entro l’anno 2000).

Il dott. Smithson insieme alla sua equipe propose una ulteriore modifica della condizione dell’essere umano, agendo questa volta sulla componente sessuale. La sessualità degli esseri umani era infatti ancora quasi completamente non controllata e questo portava spesso a reazioni imprevedibili e quindi pericolose nei soggetti analizzati. Fu possibile dimostrare come, senza la regolazione di tali spinte, vi potessero essere casi di totale perdita del controllo sui campioni analizzati (*2).

Era necessaria una standardizzazione del desiderio sessuale all’interno di alcuni “modelli” ben definiti, facili da riprodurre e le cui caratteristiche potessero essere difficilmente raggiungibili dalla popolazione. Considerando le politiche di sovralimentazione e di cinestasi già messe in atto e l’aumento esponenziale dell’IMC (*3) si pensò che tale modello dovesse basarsi sulle caratteristiche sotto elencate. Per l’uomo fu pensato un modello legato alla prestanza muscolare e a tratti del volto marcati, mentre per la donna fu realizzato un modello di bellezza le cui caratteristiche principali erano la magrezza a fronte di seni importanti, i tratti del volto non marcati, capelli lunghi e occhi vacui.

La sperimentazione di tale progetto, denominato Barbie dal coautore della ricerca che costruì il modello femminile dott. Jhon Barbie, diede risultati sorprendenti. Tali modelli di bellezza furono introdotti nell’immaginario collettivo del campione: per i più piccoli vennero costruite bambole che riproducevano le caratteristiche dei modelli, mentre per gli adulti gli stessi modelli venivano proposti attraverso il Rettangolo di Philips, mode, manichini, nonché cartelloni. Furono presi in considerazione i più importanti canali di comunicazione visivo-emotiva.

In questo modo fu possibile ridurre fortemente l’interesse sessuale del campione in età post-puberale. Uomini e donne, abituati alla ricerca di un modello fittizio, non riconoscevano più nel sesso opposto la risposta alle proprie necessità sessuali e per questo motivo rimanevano indifferenti l’uno all’altro. Si notò inoltre che l’appetito sessuale della donna tendeva così a spegnersi, mentre nell’uomo veniva sfogato tramite puerili tecniche di masturbazione, appositamente costruite e fornite insieme ai modelli stessi. Per facilitare questo sfogo venne somministrata una dose sempre più massiccia di pornografia quotidiana (si passò dai 2 min/gg nel primo trimestre, fino a 15 min/gg dopo 10 mesi di sperimentazione).

Questa politica, una volta approvata dal primo reparto, fu implementata dal ’93 in poi su larga scala e quindi proposta attraverso tutti i canali che la Commissione aveva messo a disposizione del CEFALEO. In questo modo i valori di CdC si abbassarono ulteriormente nella fascia di persone di età compresa tra i 18 e i 35 anni, raggiungendo valori pari al 30% nell’anno 2000 e mancando quindi di soli 5 punti percentuali il risultato atteso. La Commissione rimase comunque soddisfatta anche se l’obbiettivo non fu completamente raggiunto, poiché il risultato riguardava proprio quella fascia di popolazione che maggiormente in passato aveva mostrato di poter mettere in crisi i Sistemi di Potere preesistenti.

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Note

(*1) Centro Esperimentale per la Frammentazione e l’Apatizzazione non Lesiva dell’Essere Ordinario. Il CEFALEO fu fondato nel 1984 a Milano, ma nei cinque anni successivi, grazie a importanti finanziamenti europei per la ricerca, aprì altre quattro sedi europee ed una negli Stati Uniti.

(*2) Smithson G., Barbie J. et al., Principi di sessualità ordinaria per giovani in età post-puberale, 1992).

(*3) l’IMC è l’indice di massa corporea. E’ un dato biometrico, espresso come rapporto tra il peso e l’altezza di un individuo ed è utilizzato come un indicatore dello stato di peso forma.

Giulio

Antroproduzione: il Rettangolo

WAR IS PEACE
FREEDOM IS SLAVERY
IGNORANCE IS STRENGTH
1984 – Orwell

Nel 1984 la Commissione si rese conto che il solo benessere non sarebbe bastato. Non per rendere l’essere umano completamente inoffensivo. Si capì che non era sufficiente garantire una corretta sovralimentazione(*1) per spegnere nell’uomo ogni necessità creativa e renderlo adatto allo sfruttamento. Bisognava fare un passo oltre.

Inoculando nei soggetti utilizzati per l’esperimento una certa dose di emozioni negative, questi manifestavano in breve periodo una maggiore docilità ed una più rapida attitudine al servilismo. Nel 94% dei casi i soggetti avevano un CdC(*2) minore di quindici punti percentuali rispetto ai soggetti del campione che seguivano una semplice dieta di sovralimentazione.

A questo punto fu chiara la necessità di trovare una tecnica per fornire a tutta la popolazione la corretta dose di emozioni negative. Philips, un ricercatore del Terzo Reparto, teorizzò uno strumento rivoluzionario, capace di ottenere il risultato in modo semplice. La sua invenzione fu chiamata Rettangolo(*3).

Installando un Rettangolo per ogni nucleo famigliare era possibile, secondo Philips, fornire a tutta la popolazione la giusta dose di odio, violenza e paura quotidiana, in modo da rendere gli esseri umani più adatti alla vita di regime, pur senza intaccare in loro l’idea illusoria di una qualche libertà e capacità decisionale. Il Rettangolo venne quindi prodotto e diffuso in grande quantità.

La dose veniva fornita agli esseri umani – questa l’idea forse più rivoluzionaria del lavoro di Philips – durante l’orario del pasto, due o tre volte al giorno ed in particolare dalle 12.30 alle 14.00 e la sera dalle 19.30 alle 21.00. In questo modo era possibile indurre i soggetti campione (ed in seguito la popolazione) a cibarsi di propria spontanea volontà di tali emozioni negative, collegando le due forme di nutrimento e senza sottrarre ulteriore tempo utile allo sfruttamento della risorsa umana. Philips chiamò questa tecnica Telegiornale.

La tecnica di Telegiornale fu utilizzata a lungo, tuttavia i valori di CdC non erano ancora sufficientemente bassi. Sette anni dopo, Smithson teorizzò la necessità di modificare alcuni comportamenti della sessualità dell’essere umano per un più rapido progresso nel processo di Antroproduzione.

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Note

(*1) la sovralimentazione è una dieta particolarmente ricca di cibo, con grandi quantitativi di carne e dolci, atta a ridurre il CdC di un essere umano.

(*2) il Coefficiente di Creatività (CdC) è quel valore utilizzato in Antroproduzione per indicare la capacità espressiva, artistica, emozionale, motoria e di pensiero di un essere umano. Un basso valore di CdC indica un soggetto docile e malleabile, non incline al pensiero autonomo e alla creatività.

(*3) il Rettangolo è uno strumento composto da un parallelepipedo. Un lato di tale parallelepipedo è costituito da un materiale trasparente (plastico o vetroso) in modo tale da permettere la fuoriuscita di onde elettromagnetiche. Il Rettangolo necessita di una connessione ad una antenna per il funzionamento corretto.

…to be continued.

Giulio