Il punto in cui fa male

C’è un punto, da qualche parte,
qui con me, in cui
ti sei accoccolato
ti sei acciambellato
hai fatto il nido
hai fatto la tana
te ne stai lì, fermo
a tremare di paura
a piangere di rabbia
per il dolore del mondo
che ti attraversa come spilli.

Restiamo appiccicati, a premere
forte
le nostre parti morbide, aperti
come ferite, ad ascoltare
il suono delle mie mani
che ti accarezzano i capelli:
fruscio di vento tra le foglie.

 

Foto: Nadia Lambiase

 

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Aperture

pensiamo a uscire, e a proteggerci
dagli spari della pioggia e dai maligni. Pensiamo
alle aperture improvvise
i contratti da rescindere
le valigie da preparare
i pacchi da spedire
lo spago con cui chiudere i capitoli e
affogare le parole.
pensiamo alle mollette appese al filo
che attraversa il giardino. al pesce rosso
nella pozza, alla finestra scardinata
pianta nell’angolo.
le maglie da piegare
i soldi e i sogni come granaglie
i giudizi da ignorare.
la schiena che si volta per
continuare a ripartire
mentre il suo padrone fa l’equilibrista
sul suo umore di filo
dentato, sdentato, spinoso,
scollato.
Michele