Profumi nuovi

Il mercato del giovedì mattina, cammino tra le bancarelle mentre nell’aria colgo un suono di altri momenti, rumori che mi riportano ad altri luoghi. Mi volto: un commerciante arabo gesticola animatamente, sposta e ricolloca alcuni vestiti. Dal lato clienti due donne grassocce con il capo coperto ridacchiano e si confrontano, valutando la merce. Profumo di…Marrakech. La loro conversazione, i loro modi ed i loro gesti sono perfettamente marocchini, eppure alzo gli occhi e lì in alto se ne sta, il campanile del Duomo. Profumo di una città che cambia, sotto gli occhi di tutti.

Ora di pranzo, mi dirigo alla fermata del bus in piazza Fiera e nella luce del sole verso di me cammina una famiglia. Un uomo panciuto in abiti semplici ed una barba lunga e curata, una donna con il velo che spinge un passeggino, di fianco un altro bimbo che saltella ovunque. Li ascolto…anche loro, squisitamente arabi nelle parole e nei gesti. Poi alzo gli occhi, stanno attraversando l’arcata di pietra a sinistra del Torrione. Profumo di una città che cambia.

Pomeriggio, taglio diritto per piazza Italia ed affianco due signore velate che sghignazzano tra loro, camminano placide, mentre una delle due spinge un ragazzo disabile sulla sedia a rotelle. Lui ha uno sguardo perso e quel tipico copricapo musulmano. Parlano arabo. E’ una passeggiata nel centro cittadino della loro città, una passeggiata nel centro di Trento. Profumo di una città che cambia.

Giulio