Meritocrazia

Forse invidia (visto? hai ragione), ma più ancora
rabbia,
ché ti vanti d’esser forte, festeggi
la guarigione definitiva l’ennesima
promozione.
Carriera, salute, amore finalmente
hai tutto.
E così vuoi spiegarmi
come si fa:
guardate me,
guardate me, guardatemi.
Guardate e imparate
come il vento si piega
ai miei desideri.

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Tutto merito tuo, vero?
Perché sei forte, prepari la barca,
l’equipaggio, la testa:
sei pronto a tutto
sfidi la tempesta.
Certo: a nulla servono soldi, famiglia, amici e poi,
scritto in piccolo,
stato sociale.
Anche questo un merito:
nascere dove ancora
(per ora)
le tasse finiscono, almeno in parte,
da qualche parte.
E va bene: ti guardo.
Penso: che fortuna.
Ma anche: non mi piaci.

Non mi piaci per niente.

Arianna

Foto: Roma 2014

L’Ego

L’Ego è dentro di me.

L’Ego è con me.

L’Ego è il mio fantasma, l’ombra dei miei passi.

L’Ego è sempre nel giusto.

L’Ego ha sempre ragione.

L’Ego non è Dio ma parla come un dio.

L’Ego è pure bastardo, ma non lo sa, per questo non ha colpa.

Io non sono il mio Ego, ma lui vi dirà di essere me, e forse ha ragione, quindi fate come me, diffidate di me.

L’Ego cerca di autodistruggersi per poi compiacersi di essere stato così saggiamente acuto senonché coraggioso per averci provato.

L’Ego è l’Ego, e se vi dico che lo sto combattendo, o che ho capito chi è, non ve lo dico io, ma ve lo dice lui.

Io non sono l’Ego ma l’Ego è certamente me, o meglio, io non sono solo il mio Ego, ma lui è solo se stesso.

L’Ego è diventato il mio soggetto preferito. Mi diverto ad osservarlo. Mi compiaccio di riuscirci. Poi mi rattristo enormemente: forse è solo lui, ancora, che si diverte ad auto-osservarsi da solo. E io dove sono finito?

Giacomo