Auguri

Non so come funzioni, con gli auguri.
Se uno può davvero
le cose
che più di tutto.
Oppure se, anche con gli auguri,
bisogna andarci cauti,
per non rischiare l’indifferenza del troppo.
Ché a quel punto diventano solo parole
così, tanto per.
Ecco, no, io vorrei farti un augurio bello
cicciotto, con un peso pesato,
performativo.
Vorrei dirti parole capaci
di realtà – come minimo –
immaginaria.
Con un po’ di paura
di ferirti, e poi irritarti,
o di irritarti, e poi ferirti,
ti auguro allora
una pausa
dalle voci cattive,
una pausa
dai pensieri, le crisi, la testa
piena, le gambe stanche, la rabbia
che ti rende a volte molto a volte poco
dura, pungente, attorcigliata.
Una pausa lunga
quanto basta
per farti sospirare e buttar fuori
tutto ma anche solo qualcosa,
un po’, insomma,
lontano,
quanto basta.
Una pausa per te,
e per noi,
una pausa
per stringere forte, con due braccia,
queste piccole
piccole cose.

Arianna

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