Spuntini

L’azione, cos’è l’azione? 
Secondo me è una performance, un’esecuzione di senso. Per questo è performativa. Un enunciato performativo (in linguistica) non descrive un’azione né constata un fatto (quindi non è suscettibile di un giudizio di falsità o verità) bensì coincide, in determinati contesti, con l’azione stessa.
L’azione, di cosa è fatta l’azione? 
Senza dubbio l’azione ha sempre un contenuto, pur non essendo un contenitore in senso stretto; insomma, ha un senso, un significato.  Se è un contenitore di significato, deve pur avere una forma. Forma contenuto. L’antica dualità del pensiero occidentale dal Medioevo all’altro ieri? Superabile e con il minimo sforzo, quello che mette in relazione la forma e il contenuto è il modus. Niente di più del come riempiamo quella forma con quel significato.
La forma, cos’è la forma? Eccetera.
La forma è squisitamente culturale se non addirittura sociale (leggi: il sociale viene prima del culturale), affonda le proprie strutture (in senso debole, non marxista, e pluralìs-possibilìs-saimaìsta) nell’interazione. Il contenuto, da canto suo, ha fondamenti individuali, schultzianamente definiti dall’incontro delle soggettività, collettivizzati post  e interiorizzati sic ma ampiamente ridefinibili. Insomma, il significato è sempre un po’ ‘zzitùa. E il modus?
Io quello, a quanto pare, lo sbaglio sempre. Quindi ci ritorno più avanti. Stay tuned.

Gianmarco

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Breviario del dissacratore

L’elemosina è dare dei soldi a qualcuno che ne manifesta il bisogno. Nel canone, a fondo perduto. Io invece non voglio fare l’elemosina per farla, ma come investimento. Quando mi chiedi delle monetine le ramificazioni quantistiche dell’evento elemosina sono molteplici: ti ci comprerai del cibo? O una dose? Un libro? Li metterai nella cassa di famiglia? Io non lo so. La verità è che non ci possiamo divincolare dalla catena delle cause e degli effetti. La mia cosiddetta buona azione può avere una cattiva re-azione, il motore della sequenza – la mia moneta che cade nella mano questuante – può innescare un meccanismo che si allontana dalla originaria bontà dell’azione. Certo, la mia anima sarà più salva della tua, secondo i dettami della religione – che si rivela così fondata su una salvificazione del tutto egoistica, individualistica (e poi parlavano dell’etica protestante…), ma non garantirò la salvezza della tua, agendo così nel modo più lontano possibile dal buon cristiano. Così la carità è smascherata e dissacrata.

Gianmarco, Dissacro e Profano
Ateologo italiano