Portovesme

Sopra il blu, gli scogli le case
tra il mare e il cielo svetta
l’oblungo collo bianco e rosso
che pare una galera
della ciminiera invecchiata.

Sopra, lo sguardo della luna
che indaga le speranze
di bauxite, i sogni stanchi
mutati in allumina
degli operai di Portovesme.

Nell’intrico di celle e rulli
lo zinco ed il piombo
sono gli dei dell’altoforno
e la loro immagine
è oggetto di un culto segreto.

E’ qui che l’anima devota
distilla a quegli dei
un percolato denso d’odio
misurato a container
soppesato chiatta su chiatta.

Non credere a chi ti racconta
dei travi d’alluminio:
sono solamente uno scarto.
L’oro di Portovesme
è l’elettrolisi del cuore.

http://it.wikipedia.org/wiki/Portovesme

Giulio