Precauzioni per non perdere

Tendo a perdere
le cose
che appoggio e poi
lascio, a volte
me ne ricordo,
le ho dimenticate,
e subito corro, controllo,
a volte (spesso) son perse
così.

Si potrebbe pensare
non ci tieni
non t’importa
veramente, se veramente,
faresti attenzione
maledizione
pure gli occhiali
e un libro
non tuo, per giunta,
chi la sente poi
quella della biblioteca.

Ho capito: devo prevenireIMG_2233.
Nei momenti di concentrazione
pinzarti a un filo
ben stretto
legarmelo, che so, a un orecchio
così se poi – com’è certo –
m’appoggio, mi lascio,
m’accorgo e mi rincorro,
trafelata controllo, tracollo
disperata, in lacrime, rassegnata

ma no:
tu ci sei,
tu resti, resisti,
esisti, sei
ancora qui
con me.

Grazie al cielo
alla terra
a tutti.
Grazie: quasi un miracolo.

Arianna

Nella stanza del malato

Prima di entrare, ti devi lavare le mani, bene. Devi sfregare per 15 secondi almeno, e fare attenzione ai punti di confine, tra le dita. Poi devi asciugarle tamponando, con un panno da gettare dopo l’uso. A quel punto, sei pronto.
Il tuo amico è sempre lui, riconoscibile tra i tubi che escono, ed entrano. Ti puoi avvicinare, ma devi stare alle sue regole: devi parlargli in un certo modo, toccarlo in un certo modo e, soprattutto, ti devi concentrare. Su di lui.
Dopo un po’, arriva il cambio, lasci il posto al prossimo visitatore. Prima, però, ti devi lavare di nuovo le mani, bene. E asciugare tamponando, con un panno da gettare dopo l’uso. A quel punto, sei pronto.

Forse dovremmo compiere queste operazioni sempre, quando entriamo nelle zone buie, e proviamo a prenderci cura della parte ferita, malata delle persone che amiamo. Lavare bene, asciugare tamponando, concentrarsi.

Arianna

Note a tergo

19:48:01
31/10/2008
Tutto mi è chiaro adesso… Questa pioggia sta lavando ogni ricordo dalla crosta dell’attaccamento e dell’illusione. Ero stanco. Dopo venne la sofferenza causata dal distacco e dalla rottura, ma quel soffrire è servito. Rimangono molti interrogativi a cui dare risposte. Mi servirà tempo…

13:23:03
04/02/2009
Me ne sto al sole di un giovane febbraio d’inverno. Sento l’attrito. Non fa male. Ma è difficile stare in equilibrio. Quando imparerò a muovermi in sintonia con la vita senza solo subire?

13:06:36
09/02/2009
Sono felice! Cosa riesce a fare una donna! E non ha fatto niente di concreto. Eppure. Ieri sera alla fine non ho scritto nulla. Dovrei. In realtà lo voglio. E devo farlo. Certo, è molto strana! O sono io quello strano? Non so proprio come allacciare questo relazione.

13:36:36
13/02/2009
E’ bello non pensare più a lei. E’ bello aver compreso. Sono libero da me stesso e dalla mia mente che mi sradivaca dalla realtà. Amo più di prima, ma ora devi re-imparare a vivere…

13:17:03
16/02/2009
Ennesima prova. Oggi ripensandoci ho attraversato la stessa situazione. Ho visto ma non ho pensato. Come debbo fare? Provo a utilizzare maggiore attenzione e concentrazione, ma niente. Devo tentare di vedere le cose con più chiarezza…

13:23:29
24/04/2009
Sono stanco di fare cazzate! Perchè non sono desto? Eppure strumenti ne avrei. Non riesco a controllare le ondate emotive che mi giocano sempre brutti scherzi. Sempre quando meno me l’aspetto. Anche qui c’è la possibilità di imparare qualcosa? Se la vedessi… devo comprendere!

13:19:07
27/05/2009
La corrente del fiume stamattina attira la mia attenzione. Ne percepisco la potenza. Una massa in movimento che porta verso valle, che trascina ogni cosa. Vedo come si scontra contro le basi del ponte che attraversano il fiume. Non voglio essere portato via.

Demetrio

Come se importasse davvero

Mi commuovo

di fronte a un uomo
che raccoglie i rifiuti da terra
tutti
come se fosse per sempre
come per togliere lo sporco
via 

di fronte a una bambina
che ritaglia una cornice
dritta 
come se potesse durare
come per correggere lo storto
così

come se importasse
come se importasse davvero.

Arianna