Spuntini

L’azione, cos’è l’azione? 
Secondo me è una performance, un’esecuzione di senso. Per questo è performativa. Un enunciato performativo (in linguistica) non descrive un’azione né constata un fatto (quindi non è suscettibile di un giudizio di falsità o verità) bensì coincide, in determinati contesti, con l’azione stessa.
L’azione, di cosa è fatta l’azione? 
Senza dubbio l’azione ha sempre un contenuto, pur non essendo un contenitore in senso stretto; insomma, ha un senso, un significato.  Se è un contenitore di significato, deve pur avere una forma. Forma contenuto. L’antica dualità del pensiero occidentale dal Medioevo all’altro ieri? Superabile e con il minimo sforzo, quello che mette in relazione la forma e il contenuto è il modus. Niente di più del come riempiamo quella forma con quel significato.
La forma, cos’è la forma? Eccetera.
La forma è squisitamente culturale se non addirittura sociale (leggi: il sociale viene prima del culturale), affonda le proprie strutture (in senso debole, non marxista, e pluralìs-possibilìs-saimaìsta) nell’interazione. Il contenuto, da canto suo, ha fondamenti individuali, schultzianamente definiti dall’incontro delle soggettività, collettivizzati post  e interiorizzati sic ma ampiamente ridefinibili. Insomma, il significato è sempre un po’ ‘zzitùa. E il modus?
Io quello, a quanto pare, lo sbaglio sempre. Quindi ci ritorno più avanti. Stay tuned.

Gianmarco

Annunci

E.g.

Spesso non basta il contenuto, perché la forma abbia lo stesso effetto.
Fatemi degli esempi.
La forma non basta, ci vuole del contenuto. Una antica retorica e basta.
Fatemi degli esempi.
La forma basta, il contenuto non importa.
La verità, alla fine, è sempre che non gli piaci abbastanza.

* * *

Due volte in un mese. La pioggia dalla stazione a casa. Entrambe le volte, le scarpe sbagliate.

* * *

Il nuovo concetto di accettazione: ti aggiungo su Facebook. La logica del numero è sempre in agguato.
Onori.

Gianmarco