Desidero, desideri, desidera, desideriamo, desiderate, desiderano.

Non so, più si va avanti più mi sembra vera la frase che si desidera sempre ciò che non si ha dando per scontato ciò che si ha, dall’amore alla salute, dalle esperienze agli oggetti.

A ragione posso dire che è sbagliato, che si dovrebbe fare questo e quello, che la felicità sta dentro e non fuori, e tutte queste belle cose che ci insegnano i libri dei saggi o chi per loro. Solo che mi sentirei un ipocrita a raccontarmela così platealmente, io vivo sulla mia pelle costantemente questo desiderio continuo di fare, avere, essere più di quello che faccio, che ho e che sono.

A questo punto vorrei smettere di desiderare, e basta. Sono abbastanza stufo di questa qualità insoddisfatta che accompagna il mio vivere, sempre rincorrendo qualcosa. Mi sembra di correre e correre per niente, perchè tutto cambia ma non cambio io e il mio stato interno. Mi piacerebbe poter vivere tranquillo, finalmente, senza desideri.

Giacomo

Poesia del kama

Se ti chiedo libertà, quale immagine ti viene in mente? Libertà spesso è l’immagine di un uccello che vola alto nel cielo, di un’aquila al di sopra delle cose, le cui ali abbracciano il cielo, il cui sguardo penetra il mondo sottostante ed il cui volo è libero, privo di binari o costrizioni. Su o giù, destra o sinistra, come pare all’aquila, che è la nostra libertà, che siamo noi. Per me libertà è esattamente questo: dirigersi esattamente dove il proprio Desiderio ci conduce. Non dove ci conducono i progetti, le scelte ragionate, ma il Desiderio che vibra in accordo con la nostra peculiare essenza, quello che per oggi chiamo kama. Questo è il mio kama-sutra, la mia poesia del Desiderio.

Fondamentale è scegliere la Libertà. Per farlo bisogna essere forti come la montagna, vasti come l’oceano. Sul fondo bisogna abbandonare i piccoli oggetti della vita quotidiana che sono soprattutto la sicurezza, la certezza, la proprietà. Ciò che possediamo ci rende schiavi, ciò che conteniamo ci rende liberi. Forse è possibile contenere un orizzonte, o la risacca del mare, forse anche la gioia ed il dolore. Ma quando piantiamo la nostra bandiera sulle cose, quando le tiriamo a noi e le stringiamo tra le mani, come sabbia da quelle stesse mani ci sfugge la nostra libertà. Non è teoria questa, è la mia pratica quotidiana. Vi invito ad essere liberi, a cercare dentro di voi il vostro kama di libertà e seguirlo, come una nota che sottende alla vita e che c’è, eccolo lì, puro, cristallino ed inviolato, sotto agli strati di voi stessi che pensavate fossero il fondo del vostro essere. L’essenza di tutti noi, è al di sotto, per ciascuno secondo il proprio particolare percorso e sentire, ma tuttavia sotto a quello che crediamo. Non è lì, è sotto, dove sta? Ad ognuno scoprirlo.

La libertà rende felici. La felicità dipende solo da noi stessi e dal perseguimento della libertà. Nessuno schiavo può essere davvero felice, a meno che non si sia scelta la schiavitù in piena libertà. E spesso non è così. La schiavitù ci viene imposta, di quale tipo non lo so, o non mi va di parlare. Ma mi sembra più così che il contrario e quindi ve lo scrivo. Un attimo, aspetta. Dentro non la senti quell’aquila in gabbia? E’ il tuo kama rinchiuso. Libera il tuo Desiderio e sarai libero.

Giulio