Ad libitum

I moti in Egitto e Tunisia, un po’ meno quelli in Albania, sono acclamati dal giornalismo internazionale come la rivoluzione che ci doveva essere. Ma è facile fare i rivoluzionari con le rivoluzioni degli altri, tanto quanto fare i comunisti con i soldi degli altri. In Italia mi pare che accanto all’entusiasmo vi sia una neppur-tanto-leggera paura di quello che avviene sull’altra sponda del Mediterraneo. In Italia, si sa, l’altra sponda è sempre vista un po’ male, di qualunque cosa si parli. La sponda albanese desta la preoccupazione di un Belpaese che ha sempre goduto della connivenza con il potere vigente nel Paese delle Aquile, un po’ per interessi economici (una bella sottomissione economico-mediatica), un po’ per interesse patriottico – finché dalle coste illiriche è giunto il nemico ad alimentare il senso della (i)nazione. Forse preoccupa che un paese che vede la nostra televisione sia arrivato finalmente a mobilitarsi, ad assumere una risonanza extra moenia: forse lo scarto fra il sogno italiano e la realtà albanese ha spinto a tutto ciò? Rimane da capire cosa si intende per sogno italiano, perché lavoro non ce n’è, ma gnocca ad libitum a manetta. Ah, ecco cosa potrebbe essere. Alla fine, dal ratto delle Sabine in poi, ha sempre tirato più un pelo di che un carro di.

Consiglio la lettura di questo articolo di oggi.

Gianmarco

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