Prossemica oscena

E così, l’Italia che festeggia e quella che protesta, l’Italia che urla “Roma ladrona” e quella che a Roma ci vive, l’Italia pro e quella contro, l’Italia, questa e non un’altra, entra in guerra.
Osceno continuare la solita vita, eppure la vita continua: ci preoccupano i soliti dolori da ricchi impoveriti, l’ombelico del nostro solito mondo e il mal di testa che, al solito, arriva il giorno prima. Nel frattempo, sull’altra sponda, i soliti ultimi si preparano a morire.

Arianna

Illustrazione di Elisabetta Bernardi

Le occasioni perse

Non tutte le occasioni perse sono perse. Ci sono occasioni, infatti, che sono perse solo per me ma non per altre persone, che possono coglierle al mio posto. E allora non sono occasioni perse in termini assoluti.

Un anno fa ho rifiutato un assegno di ricerca. “Hai perso un’occasione”, mi è stato detto. Questo è vero dal mio punto di vista, perché in effetti quell’opportunità io non l’ho colta. Tuttavia, l’affermazione “Un’altra occasione persa” è falsa in termini assoluti. Qualcun altro ha beneficiato di quel finanziamento, dunque, non è stata affatto un’occasione persa!
Il fiore che non colgo io, a volte lo coglie qualcun altro; la torta che non mangio io (e qui viene fuori la mia vera passione!) a volte la mangia qualcun altro.
Dico “a volte” perché ci sono occasioni che, se non le cogli tu, non le coglie proprio nessuno o perché le puoi cogliere solo tu (chiedere scusa a una persona che hai ferito o perdonare chi ti ha ferito, ad esempio) o perché, in quel momento, non c’è nessun altro che le può cogliere. E queste allora sì, sono proprio occasioni perse.

Arianna